Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Un clima di confusione e tensione regna all'indomani di uno sciopero fatto dagli impiegati della Mecalp Technology, filiale ginevrina del gruppo francese Bontaz-Centre attiva nell'equipaggiamento dell'automobile. I discorsi tenuti dalla direzione dell'azienda e dal sindacato Unia divergono totalmente, tanto che una parte dei dipendenti continua a incrociare le braccia.

"Non abbiamo mai pensato di licenziare nessuno!". È un titolare furioso quello che ha risposto oggi all'ats. Merouane Belkoraichi, direttore della filiale, avrebbe solamente chiesto agli impiegati di allungare la loro settimana di lavoro fino a 42 ore, al posto delle attuali 40, per lo stesso salario. Unia, da parte sua, continua a sostenere che tre persone sono state licenziate oralmente ieri.

"La direzione gli ha chiesto di andare a cambiarsi. Quando siamo arrivati sul posto, tre persone erano in abiti civili, attorniati da colleghi in tenuta da lavoro", spiega Alessandro Pelizzari. "È questo che ha portato il personale a fare sciopero ieri, in segno di solidarietà". Un imbroglio inedito per il sindacalista, segretario per la regione ginevrina dal 2008.

Invocando il rafforzamento del franco, l'impresa avrebbe previsto tagli degli stipendi del 10% , secondo Unia, che evoca anche "intimidazioni e minacce" da parte della direzione. Belkoraichi respinge in blocco queste affermazioni e nega l'esistenza di un verbale di conciliazione fra le parti, come invece annunciato oggi dal sindacato.

Per quanto riguarda il prolungamento degli orari di lavoro, questa misura sarebbe stata sospesa per favorire discussioni con il cantone allo scopo di determinare se Mecalp possa pretendere fondi di sostegno alle imprese toccate dal franco forte, dopo l'abbandono del tasso di cambio minimo franco/euro.

In un comunicato diffuso oggi Unia critica il fatto che il presidente del consiglio d'amministrazione e fondatore di Bontaz-Centre Yves Bontaz abbia rifiutato di ratificare il verbale di conciliazione tra le parti. "Come si può ratificare un testo se non è stato firmato?", esclama Belkoraichi. Le discussioni sono state congelate e i dipendenti hanno deciso di continuare lo sciopero cominciato ieri, indica Unia.

Il personale vuole ora rivolgersi al centro cantonale di conciliazione per obbligare la ditta a condurre negoziati sulla base del protocollo d'intesa, secondo il sindacato.

Melcap valuta da parte sua la possibilità di "attaccare Unia in giustizia", in particolare per la "battaglia mediatica" nei suoi confronti e i danni all'immagine che questa potrebbe causargli.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS