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KINSHASA - Oltre duecento persone sono morte ieri in un villaggio della Repubblica popolare del Congo per l'esplosione di un camion cisterna, provocata probabilmente da persone che cercavano di rubare benzina dal mezzo rovesciato per un incidente. In mattinata si era diffusa la notizia che fra le vittime ci fossero anche cinque caschi blu dell'Onu, ma il comando della missione ha smentito.
La tragedia è avvenuta nella provincia orientale del Sud Kivu, martoriata da anni da una guerra civile. Secondo le prime informazioni, una autocisterna carica di benzina ha avuto un incidente nel villaggio di Sange, 70 km a sud del capoluogo provinciale di Bukavu, sulla strada che da quest'ultimo porta al confine col Burundi. Il camion faceva parte di un convoglio di cinque mezzi provenienti dalla Tanzania e secondo la polizia è finito fuori strada per eccesso di velocità.
In quel momento, gli abitanti del villaggio erano raccolti intorno ai televisori per vedere la partita del Ghana ai Mondiali. Sange è un villaggio popoloso di capanne di terra e paglia, sede di un importante mercato. Alcuni abitanti si sono precipitati intorno al camion rovesciato per rubare un po' di benzina. All'improvviso c'è stato lo scoppio, forse dovuto a una sigaretta. Un'ondata di fuoco ha investito le capanne, bruciando vive tutte le persone che si trovavano in zona.
Secondo un primo bilancio, i morti sono oltre 200 e i feriti più di cento, ma nel villaggio si lavora ancora alla ricerca dei corpi carbonizzati e si teme che il numero delle vittime salga ancora.

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SDA-ATS