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Congo: si schianta aereo ONU, 20 morti

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 aprile 2011 - 20:49
(Keystone-ATS)

È di almeno venti morti il bilancio della sciagura aerea che ha colpito oggi la missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo (Monusco). L'aereo, un Fokker 100 proveniente da Goma, nell'est del paese, con a bordo una trentina di dipendenti dell'ONU, si è schiantato questo pomeriggio a Kinshasa durante l'atterraggio, mentre sulla zona infuriava un temporale.

Il pilota, ha precisato un alto funzionario del ministero della sanità congolese, Joseph Kiboko, ha perso il controllo dell'apparecchio a causa di forti venti ed è uscito di pista. A bordo c'erano 29 passeggeri e tre membri di equipaggio. "Otto persone sono state ricoverate in ospedale, ed erano ancora vive - ha aggiunto Kiboko - ma non so se ce l'abbiano fatta. Entrambi i piloti sono morti". Secondo un'altra fonte, i morti sarebbero 26 e sei i feriti gravi.

"L'aereo è atterrato pesantemente, si è spezzato in due e ha preso fuoco", ha detto una fonte delle Nazioni Unite che ha voluto conservare l'anonimato, mentre un giornalista della Reuters riferisce che la carcassa dell'aereo completamente distrutto giace alla fine della pista. I soccorritori ed i vigili del fuoco sono al lavoro per cercare di estrarre i corpi incastrati tra le lamiere. "Da sei a otto persone sono state scagliate fuori quando l'aereo si è spezzato in due ", ha detto una fonte precisando che i vigili del fuoco sono riusciti rapidamente a estinguere le fiamme, aiutati in questo anche dalla pioggia.

Si tratta del primo incidente ad un aereo della missione dell'ONU in Congo dall'inizio del dispiegamento nel 1999. La Monusco dispone di una decina di apparecchi generalmente in buono stato che vengono usati nei collegamenti interni per il trasporto dei dipendenti delle Nazioni Unite, ma anche di dipendenti di Ong e giornalisti. La Monusco è una delle missioni più importanti dell'ONU con 19.000 caschi blu, oltre a 760 osservatori militari ed agenti di polizia. La priorità della missione nel paese, teatro di sanguinose guerre, è la protezione dei civili dalle violazioni dei diritti umani, con particolare riguardo ai crimini di natura sessuale contro donne e bambini.

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