Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

I membri del PPD, riuniti in congresso a Le Châble (VS), hanno approvato alla quasi unanimità un manifesto per il futuro della Svizzera. Un futuro che sarà con l'Europa attraverso gli accordi bilaterali, ma con una clausola di salvaguardia per frenare l'immigrazione.

Nel manifesto, il partito ritiene che gli accordi bilaterali hanno dato buoni risultati. Questa via è però stata seriamente compromessa il 9 febbraio 2014 con l'accettazione dell'iniziativa dell'UDC "contro l'immigrazione di massa".

Per rispettare il nuovo articolo costituzionale, ma evitare l'arresto della libera circolazione delle persone con l'UE, il PPD propone una "clausola di salvaguardia sopportabile per l'economia." Questa dovrebbe venir attivata qualora il tasso di immigrazione in Svizzera rispetto alla media della Stati UE/AELS dovesse essere eccessivamente alto.

Per quanto riguarda la politica di asilo, il manifesto sostiene procedure più brevi nei centri federali. Gli asilanti non dovrebbero inoltre più ricevere l'assistenza sociale in denaro, ma tramite buoni. Non avrebbero quindi più la possibilità di inviare denaro ai loro Paesi di origine.

Al congresso del PPD si è anche parlato di immigrazione. Per il ministro austriaco degli affari esteri Sebastian Kurz, presente in Vallese, non ci sono soluzioni miracolo, ma sistemi di rivedere, come gli Accordi di Dublino.

Ci vuole più collaborazione in Europa per evitare drammi come quello dei 71 rifugiati morti asfissiati in un camion in Austria, ha detto Kurz. "I sistemi che abbiamo creato sono ormai superati. Gli Accordi di Dublino non funzionano più, in particolare perché i greci ignorano questo sistema e le sue regole", ha aggiunto.

L'afflusso di rifugiati è considerato una enorme sfida anche dalla consigliera federale Doris Leuthard: "chi pensa che erigere un muro sia la soluzione si sbaglia", ha affermato.

La ministra dei trasporti ha anche ricordato che l'86% dei rifugiati è ospitato da un Paese in via di sviluppo. "Per questi Stati farsi carico dei migranti è un onere molto più elevato che per noi. Dobbiamo quindi mettere l'accento sull'aiuto a queste nazioni", ha sostenuto Leuthard.

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

SDA-ATS