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La Svizzera deve basare il suo approvvigionamento energetico unicamente su fonti rinnovabili entro il 2050 e sostenere gli sforzi dei Paesi in via di sviluppo per proteggere il clima.

È quanto chiede la petizione per una politica climatica giusta consegnata oggi al Consiglio federale con 107'765 firme.

L'Alleanza climatica, che raggruppa una sessantina di organizzazioni ambientaliste e umanitarie, ritiene che le richieste contenute nel testo rappresentino l'opinione della maggioranza della popolazione poiché, in base ad un recente sondaggio realizzato da Univox, il 71% degli intervistati pensano che la Confederazione debba fare di più per proteggere il clima. Secondo i promotori della petizione, il contributo della Svizzera per evitare che l'aumento globale della temperatura non superi i due gradi sarà "benefico per la popolazione, la natura e anche l'economia".

Se non investiamo adesso in misure di protezione del clima, bisognerà contare con un aumento globale della temperatura di quattro gradi entro la fine del XXI secolo, ma il pianeta può sopportare al massimo un aumento di due gradi, ha spiegato in una conferenza stampa, Rupa Mukerji, coautrice del rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) e membro della direzione dell'organizzazione di aiuto allo sviluppo Helvetas.

Thomas Vellacott, direttore del WWF Svizzera, ha criticato la politica climatica svizzera. La riduzione delle emissioni di CO2 dopo il 2020, che il Consiglio federale ha fissato in vista della conferenza mondiale sul clima di dicembre a Parigi, è completamente insufficiente. "L'UE e perfino gli Stati Uniti sono più ambizioni e vogliono ridurle due volte di più della Svizzera. Ciò mostra che il Consiglio federale non prende sul serio l'obiettivo della comunità internazionale di limitare il riscaldamento climatico a due gradi". Un cambiamento energetico coerente è "il miglior programma di modernizzazione della Svizzera", ha aggiunto.

La petizione chiede una riduzione del 40% delle emissioni di CO2 entro il 2020, e del 60% entro il 2030 (rispetto al 1990).

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SDA-ATS