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Il Consiglio artico, fondato nel 1996, è un forum internazionale che discute dei problemi dei governi artici e della popolazione indigena dell'Artide

Keystone/AP/MARK THIESSEN

(sda-ats)

Il Consiglio Artico ha accettato ieri sera la Svizzera come membro osservatore dell'organizzazione. Berna aveva avanzato la candidatura nel 2014.

In un comunicato diramato oggi, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) se ne rallegra, rilevando che lo status di membro osservatore consentirà alla Svizzera di presentare il proprio know-how nelle sedute del Consiglio e all'interno dei suoi gruppi di lavoro, in particolare nel settore della ricerca interdisciplinare sui mutamenti climatici.

La ricerca in ambito polare e quella in altitudine sulle Alpi sono strettamente imparentate, scrive il DFAE, notando che diversi istituti svizzeri godono di una reputazione mondiale per la loro "ricerca di prima classe nei settori neve, atmosfera, pericoli naturali, perfamfrost ed ecosistemi montani". Scienziati elvetici - aggiunge - sono attivi da oltre cento anni - nello studio dei ghiacciai dell'Artide e forniscono in tal modo un "contributo sostanziale" alla ricerca globale sul clima.

Il Consiglio artico, fondato nel 1996, è un forum internazionale che discute dei problemi dei governi artici e della popolazione indigena dell'Artide - la regione della terra circostante il polo nord - quali, ad esempio, le questioni ambientali e lo sviluppo sostenibile.

Gli attuali otto stati membri del Consiglio artico sono Canada (che rappresenta i Territori del Nord-Ovest, il Nunavut e lo Yukon), Danimarca (che rappresenta la Groenlandia e le isole Fær Øer), Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Stati Uniti (che rappresentano l'Alaska) e Svezia.

Oltre alla Svizzera, i "membri osservatori" sono Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Singapore e Spagna.

SDA-ATS

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