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Consiglio federale: clausola di esclusione ha funzionato, Brunner

La clausola di esclusione dell'UDC, che prevede di espellere dal partito chiunque venga eletto in governo senza essere candidato ufficialmente, ha funzionato bene, secondo il presidente democentrista Toni Brunner.

A suo avviso non c'è nessuna ragione per cancellarla dagli statuti del partito.

Contrariamente a quanto hanno affermato gli altri partiti, la clausola non è anticostituzionale, ha detto all'ats Toni Brunner. È grazie a questa regola che l'elezione odierna si è svolta senza problemi e che l'UDC ha potuto presentare un ticket con candidati delle tre regioni linguistiche, ha aggiunto.

Dello stesso parere anche il consigliere nazionale Jean-François Rime (UDC/FR). "Senza la clausola di esclusione e un ticket a tre avremmo nuovamente assistito a un gioco di potere", ha detto in un'intervista. Rime non è così categorico quanto a una possibile cancellazione dagli statuti, ma a suo avviso ora è troppo presto. La questione si riproporrà quando ci sarà di nuovo un posto vacante in Consiglio federale.

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