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Non è durata a lungo la suspense per l'elezione del successore di Eveline Widmer-Schlumpf in Consiglio federale: già al primo turno si è infatti capito che Guy Parmelin ce l'avrebbe fatta.

Il vodese aveva infatti già raccolto 90 voti, 29 in più di Thomas Aeschi (ZG) e 40 in più di Norman Gobbi. Al secondo turno Parmelin ha mancato l'elezione per soli tre voti e al terzo è stato eletto con 138 preferenze su 237 schede valide.

Dopo 17 anni, ossia dalla partenza di Jean-Pascal Delamuraz, il Canton Vaud ritrova così un posto in governo. Con l'arrivo del vodese, sono tre i romandi che siedono nel collegio governativo (gli altri sono il radicale Didier Burkhalter di Neuchâtel e il socialista Alain Berset di Friburgo).

Per il canton Vaud si tratta del 14esimo consigliere federale. Il record spetta a Zurigo (20), seguito da lontano da Berna (14), Neuchâtel (9), Ticino (7), San Gallo e Soletta (6 a testa), Ginevra, Lucerna e Argovia (5 a testa). Vi sono cantoni che non hanno mai avuto un "ministro" nel governo federale: Uri, Svitto, Giura Nidvaldo e Sciaffusa.

Facile rielezione per i ministri uscenti

La giornata è iniziata alle 08.00 precise con l'omaggio della presidente dell'Assemblea federale Christa Markwalder (PLR/BE) a Eveline Widmer-Schlumpf che a fine anno lascerà il governo. La bernese ha affermato che la ministra delle finanze verrà ricordata "per la sua conoscenza dei dossier e la capacità di cercare il dialogo con tutti i partiti". La grigionese è poi stata salutata da un lungo e caloroso applauso.

L'assemblea federale ha poi proceduto alla rielezione dei sei consiglieri federali uscenti. Come da copione sono stati tutti riconfermati. Il più votato è stato il ministro degli affari esteri Didier Burkhalter, in carica dal 2009, che ha ricevuto 217 voti su 231 schede valide. Anche gli altri cinque consiglieri federali hanno conseguito da ottimi a buoni risultati personali: Doris Leuthard (215 voti), Alain Berset (210), Johann Schneider-Ammann (191), Simonetta Sommaruga (182) e Ueli Maurer (173).

Un seggio che spetta all'UDC

Le Camere riunite sono poi passate all'elezione del seggio lasciato vacante da Widmer-Schlumpf. Prima di passare al voto vero e proprio, tutti i presidenti dei gruppi parlamentari hanno preso la parola per illustrare le loro intenzioni di voto.

Il capogruppo democentrista Adrian Amstutz chiesto all'Assemblea federale di eleggere uno dei suoi tre candidati, ossia i consiglieri nazionali Thomas Aeschi (ZG), Guy Parmelin (VD) e il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi (UDC/Lega) in modo da "ristabilire la concordanza".

Dopo di lui si sono espressi i presidenti dei gruppi liberale-radicale Ignazio Cassis (TI), popolare-democratico Filippo Lombardi (TI), borghese democratico Rosmarie Quadranti (ZH) e verde liberale Tiana Moser (ZH). Senza sorprese, tutti hanno affermato di voler eleggere uno dei tre candidati ufficiali dell'UDC.

In seguito ha preso la parola il presidente del gruppo socialista Roger Nordmann, il quale ha sostenuto che il seggio di Eveline Widmer-Schlumpf spetta al centro. Per i socialisti, è illusorio credere che l'UDC smetterà di fare una dura opposizione. Dopo di lui si è espresso Balthasar Glättli (Verdi/ZH) che ha spiegato perché il suo partito non avrebbe votato alcun candidato democentrista.

Forti critiche alla clausola di esclusione

Cassis, Lombardi, Quadranti, Moser e Nordmann hanno anche fortemente criticato la clausola di esclusione contenuta negli statuti dell'UDC. Secondo tale disposizione, viene automaticamente espulso dal partito il candidato non ufficiale che accetta un'elezione senza l'accordo dei vertici del partito.

"In futuro una clausola di questo tipo non sarà più accettata", ha avvertito Lombardi; "è scandalosa e antidemocratica", ha aggiunto Nordmann. Tutti hanno chiesto ai democentristi di abolire tale disposizione.

"Gewählt ist Guy Parmelin"

Al termine di questa fase sono iniziate le operazioni di voto. Al terzo turno, alle 11.56 precise, la presidente dell'Assemblea federale Christa Markwalder ha pronunciato la frase di rito: "Gewählt ist, mit 138 Stimmen, Guy Parmelin".

Accettando l'elezione, il 56enne Parmelin ha ringraziato il Parlamento per la fiducia affidatagli e ha annunciato di volersi impegnare con tutte le forze per il bene del Paese. Il viticoltore vodese - possiede assieme al fratello terreni agricoli di una superficie di 36 ettari, cinque dei quali coltivati a vigna - ha anche promesso che difenderà gli interessi della Svizzera centrale e le preoccupazioni del Ticino, ovvero le regioni dei due candidati ufficiali dell'UDC non eletti oggi.

In conferenza stampa, tenutasi a inizio pomeriggio, Parmelin ha puntato molto sulla collegialità affermando più volte la volontà di rispettare la linea del Consiglio federale. Il vodese non ha poi nascosto di ambire al Dipartimento dell'interno (DFI) attualmente occupato da Alain Berset. Il neo consigliere federale ha comunque affermato di essere pronto a rilevare qualsiasi dipartimento.

Dopo l'elezione di Parmelin, i lavori dell'Assemblea federale sono continuati con la designazione del nuovo Cancelliere della Confederazione, Walter Thurnherr (PPD). L'attuale segretario generale del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) prenderà il posto di Corina Casanova (PPD), che ha deciso di non sollecitare un altro mandato.

Schneider-Ammann presidente per il 2016

Dopo il giuramento dei consiglieri federali e del cancelliere, le Camere riunite hanno eletto Johann Schneider-Ammann (PLR/BE) presidente della Confederazione per il 2016 con 196 voti su 208 schede valide. Vicepresidente del Consiglio federale sarà Doris Leuthard (PPD/AG), che ha ricevuto 180 voti su 203 schede valide.

Con Schneider-Ammann, il canton Berna verrà rappresentato per la 25esima volta alla presidenza della Confederazione. Gli ultimi bernesi ad occupare questa prestigiosa poltrona sono stati l'uscente Simonetta Sommaruga e l'UDC Samuel Schmid nel 2005.

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SDA-ATS