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Accelerare e semplificare le procedure d'estradizione. È quanto si propongono due protocolli aggiuntivi all'omonima convenzione europea pronti per essere ratificati dal parlamento dopo il nullaosta odierno concesso dal Consiglio federale.

Nei decenni scorsi, indica una nota dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), la Convenzione europea di estradizione del 1957 ha dato buoni frutti: rappresenta infatti una delle basi legali fondamentali nel campo dell'estradizione, della consegna di persone ricercate oppure destinate al carcere per pagare una condanna già passata in giudicato.

Nel corso dei decenni, questo atto è stato ammodernato due volte con altrettanti protocolli. Il terzo e quarto protocollo sottoposto ora all'approvazione delle Camere federali permettono di eliminare numerose formalità, accelerando in questo modo tutto l'iter d'estradizione.

Secondo il terzo protocollo, una persona in arresto può essere consegnata a uno Stato estero anche in assenza di una domanda formale di estradizione o senza che sia stata formalmente avviata la procedura d'estradizione, a condizione che l'interessato e lo Stato richiesto siano d'accordo con la procedura semplificata.

In Svizzera ciò è già possibile: il protocollo in questione dovrebbe quindi permettere alla Confederazione di ottenere in tempi più brevi l'estradizione dagli altri Paesi europei. Il vantaggio per la Svizzera è quindi la reciprocità, come indica il messaggio governativo.

Il quarto protocollo addizionale prevede invece la possibilità di inoltrare per via elettronica richieste di estradizione.

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SDA-ATS