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I presidenti dei partiti di governo ripongono grandi speranze nel neoeletto consigliere federale Guy Parmelin.

Tutti ora si aspettano che l'UDC si dimostri collegiale, come aveva promesso, anche se sottolineano che i rapporti fra il nuovo consigliere federale e il suo partito saranno difficili.

Il PS, in un comunicato, ha preso atto senza entusiasmo dell'elezione. Il partito giudicherà il neoeletto per il suo lavoro in Consiglio federale e si aspetta un atteggiamento costruttivo e collegiale, come aveva avuto Eveline Widmer-Schlumpf. Un consigliere federale deve operare nell'interesse di tutti gli abitanti del paese e non per il programma del suo partito", aggiunge la nota.

"Non c'era altra possibilità che scegliere un candidato UDC e abbiamo optato per quello con le prospettive meno negative", ha detto Christian Levrat ai media. Il presidente PS dubita comunque che i democratici di centro rinuncino alla loro politica di opposizione e scelgano politiche meno populiste. Anche il capogruppo socialista, Roger Nordmann, non crede che l'UDC diventi più moderata, anzi - ha aggiunto - "il discorso diventerà ancora più duro".

Per Filippo Lombardi, capogruppo PPD, l'elezione di Parmelin non è una sorpresa. Anche se non è stata data nessuna indicazione ai deputati del suo partito, "si sentiva che il consenso aumentava", ha detto ai media. A suo avviso sono le "competenze umane", la sua capacità a negoziare e a trovare soluzioni, che lo hanno avvantaggiato rispetto al collega di partito Thomas Aeschi.

Per il presidente PPD Christophe Darbellay il vodese ha buone potenzialità di integrazione nel governo. La sua elezione soddisfa la richiesta dell'UDC di avere un secondo seggio in governo e conferma la volontà del Parlamento di designare una persona capace di trovare soluzioni costruttive su questioni spinose come l'asilo o l'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Ora la questione che si pone è quella della collaborazione con il suo partito. Non sarà facile ma "la speranza è l'ultima a morire", ha aggiunto Darbellay.

Il Parlamento ha tenuto conto della volontà del popolo svizzero espressa alle ultime elezioni, secondo il presidente PLR Philipp Müller. "Abbiamo vissuto un'elezione chiara e senza grande nervosismo", ha aggiunto. Il PLR ora si attende che l'UDC rispetti lo stato di diritto e la collegialità come ha promesso anche se Müller ritiene che per Parmelin non sarà semplice lavorare con il suo partito.

Il presidente UDC Toni Brunner si è detto molto soddisfatto. "È un buon segno vedere eletto un romando" perché l'UDC potrà migliorare la presenta in Svizzera romanda. Parmelin - ha aggiunto - è una persona con cui si può ben collaborare e che conosce i dossier.

Con l'elezione del vodese "la formula magica" torna in Consiglio federale. I tre principali partiti politici - UDC, PS e PLR - sono rappresentati nuovamente da due consiglieri federali ognuno.

L'UDC rivendicava un secondo seggio in governo dal 2007, cioè dal momento in cui l'Assemblea federale aveva scelto Eveline Widmer-Schlumpf invece di rieleggere Christoph Blocher. Una richiesta rafforzata anche dai risultati delle elezioni di ottobre in cui l'UDC ha conquistato il 29,5% dei voti.

Formalmente il governo nel 2007 contava due UDC, Widmer-Schlumpf e Samuel Schmid, che poco dopo però sono passati al neonato Partito borghese democratico. I democratici di centro hanno poi "riconquistato" un seggio a fine 2008 quando Ueli Maurer ha preso il posto del dimissionario Schmid.

Dal 2009 il Consiglio federale era composto di due PLR, due socialisti, un PPD, un UDC e un PBD.

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SDA-ATS