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Il Consiglio federale ha deciso oggi di bloccare con effetto immediato eventuali averi detenuti in Svizzera dal presidente tunisino Zine al-Abidine Ben Ali - cacciato dalla popolazione in rivolta - e dal presidente della Costa d'Avorio Laurent Gbagbo, sconfitto alle recenti elezioni tenutesi nel paese africano. Tale misura si estende anche all'entourage di questi due personaggi, ha dichiarato oggi a Berna, durante una conferenza stampa, la consigliera federale Micheline Calmy-Rey.

Le ordinanze adottate dal governo, ha precisato la ministra degli esteri, si conformano a quanto è stato deciso da altri paesi e hanno una validità di tre anni.

"Vogliamo agire preventivamente - ha aggiunto la consigliera federale socialista - per evitare che beni pubblici vengano trasferiti in Svizzera o lascino il nostro paese verso altri lidi". "Non possiamo tollerare che le popolazioni di questi due Stati vengano private di beni che appartengono loro", ha sottolineato la responsabile della diplomazia elvetica.

"Con questi provvedimenti intendiamo inoltre incoraggiare questi paesi ad inoltrare eventuali richieste di assistenza giudiziaria in materia penale lasciando loro tempo a sufficienza per farlo", ha spiegato la ministra ginevrina.

Micheline Calmy-Rey giudica poco probabile che dalla cacciata dal Paese di Ben Ali, venerdì scorso, averi siano stati trasferiti verso il nostro paese, "e ciò perché vista la situazione di crisi, tanto in Tunisia che in Costa d'Avorio, gli intermediari finanziari, che hanno un obbligo di diligenza, avranno sicuramente innalzato il livello di sorveglianza".

Sempre riguardo la Tunisia, le persone colpite dall'ordinanza sono una quarantina. Si tratta di soggetti che gravitano attorno al presidente deposto, ha detto la ministra.

A proposito della Costa d'Avorio, Micheline Calmy-Rey ha fatto presente che la comunità internazionale ha riconosciuto la vittoria alle recenti elezioni presidenziali di Alassane Ouattara, avversario del presidente uscente Laurent Gbagbo. "Noi non vogliamo che il nostro Paese serva ad aggirare le misure adottate dall'Unione europea nei confronti di Gbagbo", ha spiegato.

La situazione attuale nella Costa d'Avorio rimane tesa. Vi sono due governi, uno controllato da Gbagbo e l'altro istituito da Alassane Ouattara, la cui vittoria alle urne è stata riconosciuta anche dalla Svizzera.

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SDA-ATS