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BERNA - Il Consiglio federale è contrario all'iniziativa lanciata dal sindacato Travail.Suisse che chiede sei settimane di vacanza per tutti. Allungare le ferie - sostiene il governo - ridurrà il margine di manovra per gli aumenti salariali e per la diminuzione del tempo di lavoro, comportando anche svantaggi per i lavoratori. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è ora stato incaricato di preparare un messaggio entro l'estate.
Pur non negando che i miglioramenti raggiunti in fatto di produttività sul lavoro vadano condivisi con i lavoratori, il Consiglio federale è convinto che "i progressi in questo campo non debbano essere compensati su un unico fronte, in specie quello delle vacanze". Per molte persone - sostiene - le ferie sono infatti altrettanto importanti dell'orario di lavoro o dello stipendio.
Il governo rammenta inoltre che non è affatto garantito che il datore di lavoro aumenti l'effettivo del personale se crescono le settimane di ferie. Se non lo facesse, "più vacanze rischia di diventare sinonimo di più ore lavorative e più stress sul posto di lavoro". Il Consiglio federale ritiene inoltre che il diritto alle vacanze non vada disciplinato nella Costituzione, ma in una legge.
L'iniziativa popolare "6 settimane di vacanze per tutti", corredata da 107'639 firme, è stata depositata il 26 giugno 2009. Secondo Travail.Suisse un aumento delle ferie è più che giustificato: negli ultimi anni la produttività è salita, afferma il sindacato, mentre i salari reali sono rimasti pressoché immutati. Secondo il diritto vigente (articolo 329a del Codice delle obbligazioni) i lavoratori hanno diritto ad almeno quattro settimane di vacanze all'anno.

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SDA-ATS