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Consiglio nazionale: politica sicurezza; Ueli Maurer criticato

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 marzo 2011 - 18:59
(Keystone-ATS)

Il Nazionale non ha lesinato critiche questo pomeriggio al ministro della difesa Ueli Maurer. Tuttavia, i deputati non si sono spinti sino a rispedire al mittente il suo Rapporto sulla politica di sicurezza 2010, come chiedevano UDC e Verdi.

Il documento, che riunisce le posizioni in materia di sicurezza dei vari consiglieri federali, non ha convinto nessuno. A nome della commissione, la consigliera nazionale Sylvie Perrinjaquet (PLR/NE) lo ha giudicato "non abbastanza concreto e lacunoso sulle priorità e i pericoli". Tale rimprovero è stato ribadito a iosa sia dalla sinistra che dallo schieramento borghese.

Nella politica di sicurezza occorre prendere in considerazione ogni ambito, ha spiegato Ueli Maurer, precisando che il Rapporto sarà in ogni caso riveduto durante la prossima legislatura. Il consigliere federale ha dichiarato che tale documento serve soltanto per fare il punto della situazione.

Le critiche più accese sono venute dalla destra nazionalista e dalla sinistra pacifista. La prima ha auspicato che in futuro il governo assegni all'esercito missioni concrete. Ulrich Schlüer (UDC/ZH) ha accusato il governo di essersi limitato a un gioco politico nei confronti di Maurer, rinviando a più riprese il suo documento. Altro rimprovero: nel Rapporto non c'è traccia del pericolo migratorio per la sicurezza del paese. Le sue proposte di modifica sono però state bocciate con 130 voti a 17.

Neanche le richieste dei Verdi di rafforzare la politica estera e quella economica esterna per migliorare la sicurezza del Paese hanno avuto miglior sorte. La Camera del popolo le ha bocciate con 122 voti contro 24. Geri Müller (Verdi/AG) ha deplorato in particolare che nel Rapporto si parli di guerra e di terrorismo internazionale ma non di minacce legate alle centrali nucleari o ai cambiamenti climatici.

Il documento punta su una riduzione degli effettivi a 80'000 uomini e un budget per la difesa di 4,4 miliardi di franchi. La commissione ha chiesto varianti con 60'000, 80'000, 100'000 e 120'000 militari, pretendendo per ciascuna il dettaglio dei costi, dell'equipaggiamento e delle missioni.

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