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"Più qualità che quantità": è il motto formulato dal Consiglio svizzero della scienza e dell'innovazione (CSSI) in uno studio presentato oggi in occasione del suo cinquantesimo anniversario.

E per garantire la qualità, aggiunge, occorre puntare di più sulla fiducia nei ricercatori e meno sulle onerose procedure di garanzia basate su criteri puramente quantitativi.

Negli ultimi anni - rileva l'organo consultivo indipendente della Confederazione per tutte le questioni di politica scientifica - sono entrati in uso sistemi di misurazione delle prestazioni e di incentivazione diretti a migliorare l'"efficienza" scientifica. I nuovi parametri del successo scientifico sono il finanziamento da parte di terzi e la quantità di pubblicazioni e di citazioni.

"Si tratta di falsi incentivi, che portano a ridurre la produzione intellettuale ai suoi aspetti misurabili e quantificabili", è la sua conclusione. In questo modo - afferma il CSSI - "si contraddice lo spirito dell'attività scientifica, la quantità prevale sulla qualità e la creatività delle ricercatrici e dei ricercatori viene inibita".

Il CSSI auspica perciò "un nuovo approccio valutativo in ambito scientifico, basato principalmente sulla fiducia". Occorre "limitare l'onerosità delle procedure di garanzia della qualità" per rafforzare invece la motivazione dei ricercatori dando loro credito. "Il successo scientifico non si ottiene con il controllo totale, bensì con la fiducia e il dialogo".

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SDA-ATS