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Il clima dei consumi è di nuovo leggermente migliorato in Svizzera nel mese di luglio, grazie a una valutazione meno sfavorevole dell'andamento del commercio al dettaglio: l'indicatore UBS dei consumi è salito a 1,64 punti, contro 1,61 punti di giugno (dato rivisto).

Si tratta del quarto incremento consecutivo dell'indice, dopo il calo segnato nel primo trimestre a causa dello stravolgimento nel cambio euro-franco, sottolinea UBS in un comunicato odierno.

La situazione rimane comunque tesa nel commercio al dettaglio. Sebbene l'andamento degli affari venga visto come meno negativo rispetto al mese precedente nel comparto continua a prevalere il pessimismo, osservano gli analisti della banca. Questo a causa delle prospettive poco chiare sull'andamento dei prezzi e del fatturato.

Anche la fiducia dei consumatori è in calo: l'indice rilevato trimestralmente dalla Segreteria di stato dell'economia in luglio è risultato più negativo che in aprile (-19 contro -6). Sull'umore pesano l'atteso peggioramento della congiuntura e le cifre relative alla disoccupazione.

Con un anticipo di circa tre mesi rispetto alle cifre ufficiali, l'indicatore UBS dei consumi dà un'idea dell'andamento dei consumi privati elvetici, che con oltre il 50% rappresentano la componente più significativa del prodotto interno lordo svizzero. Viene calcolato in base a sei variabili: vendite di nuove autovetture, andamento delle vendite nel commercio al dettaglio, numero di pernottamenti in albergo da parte di residenti in Svizzera, indice della fiducia dei consumatori, andamento occupazionale e fatturato delle carte di credito generato tramite UBS nei punti vendita nazionali.

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SDA-ATS