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Contenzioso fiscale con USA, autorizzazioni caso per caso

Le banche che intendono collaborare con la giustizia statunitense dovranno chiedere un'autorizzazione caso per caso al Consiglio federale. Nella sua seduta odierna il governo ha deciso di agire in questo senso per risolvere il contenzioso fiscale con Washington, dopo la bocciatura della "Lex USA" da parte del parlamento. I diritti dei collaboratori saranno garantiti, precisa l'esecutivo. Banchieri e bancari si dicono soddisfatti.

Le banche contro le quali è già stata aperta una procedura penale saranno le prime a dover far capo a un'autorizzazione. Altre discussioni saranno condotte con il Dipartimento di giustizia statunitense (DoJ) in merito all'avvio di un programma per regolarizzare il passato degli istituti contro i quali non è ancora stato aperto un procedimento, aggiunge il Consiglio federale.

Per prendervi parte, anche queste banche dovranno ottenere un'autorizzazione conforme ai principi adottati dal Consiglio federale. Affinché ottengano il via libera, le banche dovranno informare i dipendenti e i terzi potenzialmente interessati dalla trasmissione di informazioni alla giustizia statunitense, come ad esempio avvocati o altre banche.

Gli istituti finanziari dovranno inoltre prevedere ampi obblighi di assistenza e un'adeguata protezione contro la discriminazione. Questi principi figuravano nella legge urgente respinta durante la sessione estiva delle Camere federali, che avevano invitato il governo ad agire nel quadro del diritto vigente. La soluzione del Consiglio federale rispetta questa esigenza: si basa su una deroga al divieto di collaborare con le autorità straniere e tiene conto della protezione dei dati, afferma l'esecutivo.

L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) saluta il fatto che il Consiglio federale "abbia assunto le sue responsabilità" nel contenzioso fiscale con degli Stati Uniti, dopo la bocciatura della "Lex Usa" alle Camere. L'ASB si aspetta che "un quadro giuridico consenta alle banche l'attuazione al programma unilaterale degli Stati Uniti".

Anche l'Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB) è soddisfatta della decisione di ricorrere alle autorizzazioni individuali. Si compiace soprattutto del fatto che il progetto vada avanti e che la protezione dei collaboratori bancari sia garantita, ha detto all'ats Denise Chervet, segretaria di ASIB.

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