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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha finora chiesto senza successo di ritirare da YouTube il contestato video che Naim Cherni, membro del Consiglio centrale islamico della Svizzera (IZRS), aveva girato durante un suo viaggio in Siria.

La novità è che ora prima di visionare il filmato il portale chiede una conferma dell'età tramite l'account di Google.

Il 9 dicembre 2015 il MPC aveva aperto un procedimento penale nei confronti di Nanim Cherni contestandogli di aver illustrato il suo viaggio in regioni siriane di conflitto in un video di propaganda, senza prendere esplicitamente le distanze dalle attività di Al-Qaida in Siria.

Oltre al film l'uomo aveva anche pubblicato su YouTube un'intervista a un membro del vertice dell'organizzazione jihadista Jaysh al-Fath ("Esercito della Conquista"), cui fa capo anche la branca siriana di Al-Qaida, Jabhat al-Nusra ("Fronte per il sostegno").

Il video e l'intervista sono tuttora diffusi su YouTube, ma per visionare il primo occorre confermare l'età, mentre l'intervista è accessibile normalmente. Per bocca del suo portavoce André Marty, il MPC esprime la sua incomprensione: il terrorismo è un problema globale e la propaganda ne fa integralmente parte, ha detto all'ats.

Il MPC - ha proseguito - si aspetta che i gruppi attivi nel settore internet si assumano le loro responsabilità e portino il loro contributo alla lotta contro la propaganda.

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SDA-ATS