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Continuano i disordini in Siria: 19 morti

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 giugno 2011 - 20:21
(Keystone-ATS)

A quasi 100 gironi dall'inizio della mobilitazione senza precedenti in Siria, carri armati ed elicotteri da combattimento contro i civili non hanno finora scoraggiato le decine migliaia di siriani che anche oggi, nel 14/mo venerdì consecutivo di proteste, sono tornati in strada, partendo dalle moschee e dai dormitori universitari, per chiedere la caduta del regime.

Nel contempo le tensioni siriane sono tracimate nel vicino Libano con sanguinosi scontri armati tra alawiti fedeli agli al-Assad e sunniti, sostenuti dall'Arabia Saudita, che manifestavano in sostegno dei dimostranti siriani.

All'indomani dell'annuncio di Rami Makhluf, miliardario cugino del presidente siriano e descritto come "l'imprenditore più influente del Paese", di rinunciare al suo impero economico e di indirizzare le sue attività in progetti senza scopi di lucro, attivisti e testimoni oculari forniscono un bilancio provvisorio di 19 persone uccise oggi nella repressione delle forze di sicurezza e dell'esercito in varie località della Siria.

I media governativi di Damasco parlano invece di due ufficiali uccisi, tre poliziotti feriti e un numero imprecisato di civili freddati dal piombo di "bande armate". Nella lista dei nomi e cognomi degli uccisi diffusa dai Comitati di coordinamento locale della mobilitazione figura la prima vittima ad Aleppo, seconda città siriana, finora toccata solo marginalmente dai disordini.

Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani, un manifestante è stato raggiunto mortalmente da un colpo di arma da fuoco esploso da un agente di polizia impegnata a disperdere un corteo nel quartiere orientale di Sayf al Dawla, che prende il nome da uno dei viali più frequentati della parte moderna della città. Nel primo pomeriggio, sempre ad Aleppo e sempre secondo attivisti, circa 700 studenti universitari si erano radunati per chiedere "la caduta del regime" all'interno della residenza studentesca, lontano dal centro e circondata da un rigido apparato di sicurezza.

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