Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Nonostante vendite in flessione, gli orologi "Swiss Made" rimangono tra gli oggetti prediletti dai falsari.

Nel corso dell'anno che sta per concludersi, la Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH) ha rafforzato la lotta a questo fenomeno, anche su Internet, facendo sequestrare centinaia di migliaia di "patacche" spacciate per originali.

Stando al presidente di FH, Jean-Daniel Pasche, non basta inasprire le leggi a protezione dello "Swiss Made", ma bisogna anche impegnarsi sul terreno.

E gli sforzi sono stati paganti: solo in Marocco sono stati sequestrati 180 mila orologi, cui se ne aggiungono altri 176 mila negli Emirati arabi, 45 mila pezzi a testa in Grecia e Turchia, e ben 400 mila in Asia (Cina, Corea del Sud, Hong Kong e Thailandia), ha affermato Pasche all'ats.

Oltre a ciò, FH va alla caccia di pezzi taroccati venduti da privati sulle piattaforme web o nelle reti sociali. In questo caso, è stato possibile rintracciare oltre 560 mila falsi orologi spacciati come pezzi originali fabbricati in Svizzera, ha sottolineato il presidente di FH.

L'entrata in vigore dell'accordo di libero scambio con la Cina ha agevolato i contatti tra FH e le autorità locali. Le autorità doganali di questo Paese, come anche di altri Stati, vengono formate a riconoscere i pezzi autentici dalle imitazioni.

Grazie agli sforzi compiuti, FH è stata ricompensata con un premio attribuitole nel maggio scorso dalla International Trademark Association (INTA), organismo che si occupa di tutelare i proprietari di marchi.

Per quanto riguarda l'andamento degli affari nell'anno in corso, Pasche ha ammesso che i ricavi rimarranno al di sotto del record raggiunto nel 2014, quando è stata esportata merce per un valore di 22,2 miliardi di franchi.

Il rallentamento della congiuntura in Asia e il rafforzamento del franco sono all'origine di questa flessione, ha dichiarato, precisando che è ancora prematuro fare una valutazione dell'impatto sulle vendite determinato dall'arrivo sul mercato dell'Apple Watch.

A fine novembre scorso, il settore aveva esportato per un valore di 19,8 miliardi, il 3,3% in meno rispetto all'anno precedente. Per il 2016, Pasche si è mostrato prudente, parlando di una stabilizzazione delle esportazioni. Permane la fiducia per il mercato cinese, le cui potenzialità rimangono intatte a medio e lungo termine.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS