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Coop: nessun aumento generalizzato dei salari nel 2012

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 novembre 2011 - 13:17
(Keystone-ATS)

Niente aumento di salario in gennaio per la gran parte dei 54'000 dipendenti di Coop. Le trattative con i rappresentanti dei lavoratori sono fallite e il grande distributore ha deciso unilateralmente di non ritoccare, in linea di principio, le buste paga: sarà comunque messo a disposizione un importo pari allo 0,3% della massa salariale per adattamenti strutturali a favore degli stipendi mensili inferiori a 6000 franchi. Per il sindacato Syna si tratta di una politica sbagliata sia verso il personale che nei confronti dell'intera economia svizzera.

"La fiducia dei consumatori in continuo calo e la sempre maggiore pressione dovuta al turismo frontaliero hanno sensibilmente frenato l'evoluzione del commercio al dettaglio", spiega Coop in un comunicato odierno. Dopo una decina d'anni caratterizzati da continui aumenti, pari a oltre il 20% in termini nominali, i vertici del gruppo hanno quindi deciso per un sostanziale status quo. "Coop continua a poggiare su solide basi e vogliamo che la situazione rimanga tale", afferma il gigante del commercio al dettaglio.

Negativa la reazione del sindacato Syna. Alla luce del clima di insicurezza nel settore - calo della fiducia dei consumatori, diminuzione dei prezzi, franco forte e turismo degli acquisti - "una delle locomotive economiche del paese si lascia prendere dal nervosismo", si rammarica in una nota l'organizzazione. Lo "striminzito 0,3%" significa infatti che solo una piccola parte del personale potrà contare su un aumento oltretutto limitato, mentre la gran parte della forza lavoro, e in particolare chi lavora a ore, rimarrà a bocca asciutta. Secondo Syna questo è inaccettabile: Coop è infatti un'azienda sana che da anni genera utili, risultati possibili solo grazie ai grandi sforzi dei suoi dipendenti. Lo sbaglio, a detta del sindacato, è addirittura doppio: l'impresa non onora le prestazioni dei suoi collaboratori e nel contempo viene lanciato un segnale negativo che peggiora ulteriormente il clima dei consumi.

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