Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

I toni concilianti di Kim Jong-un sulla "potenza nucleare responsabile", espressi al congresso del Partito dei Lavoratori, si scontrano col problema di fondo e irrisolvibile: il formale riconoscimento nel "club dell'atomica" da parte della comunità internazionale.

La Corea del Nord, ha scandito il leader con emozione nelle immagini televisive, non ha piani per l'uso di "ordigni atomici a meno che la sua sovranità sia violata da forze ostili e aggressive con testate nucleari", ed è preparata a dar vita a "relazioni amichevoli" con quanti "rispettano la sua sovranità".

I media ufficiali, dall'agenzia Kcna al quotidiano Rodong Sinmun fino alla tv di Stato Kctv, hanno fornito, nell'ultima giornata di lavori secondo il programma semi ufficiale (domani dovrebbe esserci la parata militare), una serie di informazioni, incluse quelle sui rapporti con la Corea del Sud e sull'impegno "molto deciso" del Partito per la riunificazione pacifica.

Sul punto, Kim ha auspicato il compimento del processo che "rifletta il desiderio della gente", promettendo ogni sforzo per attivare il dialogo con Seul su vari livelli, anche militari, per alleggerire le recenti tensioni. E ha invitato gli Stati Uniti "a non alimentare la competizione intercoreana" e a "non interferire".

La risposta alla presunta "apertura" non si è fatta attendere ed è stata rispedita al mittente. La Corea del Sud e la comunità internazionale, ha obiettato il ministero dell'Unificazione di Seul, hanno la stessa posizione: "La Corea del Nord non deve essere riconosciuta come potenza nucleare", mentre "la proposta del Nord è semplicemente guidata da motivi di propaganda senza alcuna sincerità dato che si parla di dialogo intercoreano continuando a sviluppare gli arsenali nucleari".

L'offerta presuppone - è il ragionamento - l'accettazione del Nord nel club dei Paesi con armamenti atomici, ma la penisola "deve essere priva di nucleare", ha ribadito a fine aprile il presidente cinese Xi Jinping nella conferenza Cica di Pechino sulla sicurezza. Usa e Giappone sono contrari da sempre.

Kim, però, è stato netto: la Corea del Nord andrà avanti "in modo permanente" con il "byungjin", la politica voluta nel 2013 per la doppia azione di sviluppo di armi nucleari ed economia, attenendosi "fedelmente agli obblighi di non proliferazione e di denuclearizzazione globale", quando il Paese mollò il trattato di non proliferazione (Tnp) nel 2003 accelerando sulle ambizioni atomiche malgrado le pressioni della comunità internazionale.

In attesa della reazione dello storico alleato, la Cina, il settimo congresso del Partito dei Lavoratori, primo in 36 anni, consegna l'inconsueto piano quinquennale 2016-2021 per affrontare il miglioramento della qualità della vita e la cronica carenza di elettricità per le sanzioni più severe decise dall'Onu dopo i recenti test nucleare e lancio di razzo/satellite.

"È indispensabile completare la strategia quinquennale di sviluppo economico - ha osservato Kim nel resoconto del Rodong Sinmun -. È auspicabile l'aumento della quota di produzione di energia dal nucleare tenendo l'attenzione sull'idroelettrica".

Al potere da fine 2011, alla morte del padre Kim Jong-il, il "giovane generale" ha visto l'economia, nelle stime della Banca centrale di Seul, crescere negli ultimi quattro anni di fila in media dell'1% dopo il biennio di recessione 2009-10.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS