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Moon Jae-in, il nuovo presidente sudcoreano.

KEYSTONE/AP/LEE JIN-MAN

(sda-ats)

Il neo presidente sudcoreano Moon Jae-in sarebbe d'accordo a visitare i "rivali" della Corea del Nord alle "giuste condizioni".

Parlando all'Assemblea nazionale durante la cerimonia di giuramento e insediamento, Moon non ha fornito sul punto dettagli, confermando però l'approccio molto più morbido e di dialogo dei suoi predecessori nel trattare con Pyongyang e le sue ambizioni nucleari e missilistiche.

Ex avvocato dei diritti umani e figlio di profughi scappati dal Nord, Moon ha anche detto che intende negoziare con gli Usa, il più stretto alleato, e la Cina, il primo partner commerciale, il contenzioso sui sofisticati sistemi antimissile americani Thaad, in fase di montaggio in Corea del Sud e che hanno irritato Pechino per la profondità di copertura assicurata dagli speciali radar.

I sistemi, nei piani, dovranno garantire la sicurezza della Corea del Sud dalla minaccia dei missili di Pyonyang, ma la Cina li vede come un attacco alla propria sicurezza e una forma di spionaggio dato che, con il raggio di oltre 2'000 km, i radar coprirebbero buona parte degli asset militari strategici cinesi del nordest.

La decisione di Seul ha portato Pechino ad avviare ritorsioni sull'interscambio commerciale e sui flussi turistici bilaterali.

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SDA-ATS