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Corea Nord: nessun dialogo se Usa non fermano ostilità

C'è di nuovo distanza tra Stati Uniti e Corea del Nord (foto d'archivio) KEYSTONE/AP/SUSAN WALSH sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 ottobre 2019 - 17:27
(Keystone-ATS)

La Corea del Nord assicura di non voler continuare i negoziati sul nucleare salvo che gli Usa non decidano di sospendere l'atteggiamento ostile.

All'indomani del nulla di fatto negoziale di Stoccolma, Pyongyang spiega "di non aver alcun desiderio di tenere tali nauseanti negoziati come gli attuali a meno che gli Usa prendano misure pratiche e mettano fine alle loro politiche ostili", ha chiarito un portavoce del ministero degli Esteri in un dispaccio della Kcna.

"Il destino del dialogo è nelle mani di Washington e la scadenza è a fine anno".

La dura mossa di Pyongyang è giunta all'indomani della riunione operativa, la prima formalmente in quasi otto mesi, tra il rappresentante speciale Usa per gli affari nordcoreani Stephen Biegun e la controparte Kim Myong-gil, ex ambasciatore in Vietnam, che si sono visti a Villa Elfvik Strand, centro conferenze a Lidingo, a nordest di Stoccolma.

Kim, parlando davanti all'ambasciata nordcoreana in Svezia, ha detto che l'incontro era finito "a mani vuote", denunciando le vecchie posture ripresentate dagli Usa sulla denuclearizzazione e l'assenza di quelle soluzioni "nuove e creative" richieste dal supremo leader Kim Jong-un a Washington per superare lo stallo.

Il dipartimento di Stato statunitense ha invece spiegato che le valutazioni del negoziatore nordcoreano non rispecchiavano "le buone discussioni sul nucleare", durate otto ore e mezzo. Gli Usa avevano anche accettato l'invito della Svezia di ripresentarsi in due settimane per un nuovo round di confronto, ha affermato la portavoce del dipartimento di Stato, Morgan Ortagus.

Mercoledì, invece, il Nord ha rivendicato l'inizio di una nuova fase col test di missile balistico a lancio sottomarino che è la provocazione più consistente di Kim dall'avvio del dialogo con Washington in 2018. Trump ha criticato l'iniziativa, ribadendo che i suoi rapporti personali con Kim restano buoni.

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu tornerà a riunirsi in settimana su richiesta di Gran Bretagna, Francia e Germania, in considerazione del fatto che a Pyongyang è vietato di effettuare, in forza di una lunga serie di risoluzioni, test di missili balistici e altre attività di natura militare.

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