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La Corte distrettuale centrale di Seul ha condannato a 12 anni di reclusione Kim Ki-jong, l'autore dell'attacco fatto lo scorso marzo a colpi di coltello contro l'ambasciatore Usa in Corea del Sud, Mark Lippert.

L'uomo, 55 anni, causò profonde ferite al viso e alla mano del diplomatico sottoposto a delicati interventi chirurgici. "Kim ha avuto la volontà di attaccare la vittima con un coltello per infliggere più ferite in parti del corpo collegate a funzioni vitali", ha detto il presidente della Corte, Kim Dong-a, secondo la Yonhap.

Lippert, come rilevato dalla Corte, riportò un taglio profondo alla guancia, a soli pochi centimetri dalla carotide che, se recisa, avrebbe potuto causare la morte.

Il tribunale ha assolto Kim dall'accusa potenzialmente più controversa di violazione della sicurezza nazionale che vieta ai cittadini sudcoreani di sostenere o lodare la Corea del Nord.

I pubblici ministeri avevano chiesto una pena detentiva di 15 anni per tentato omicidio, aggressione di un diplomatico estero e violazione della legge sulla sicurezza nazionale.

Kim, subito dopo la cattura, motivò il gesto come un modo per manifestare l'opposizione alle esercitazioni militari congiunte di primavera tra Usa e Corea del Sud, viste come un ostacolo al dialogo tra Seul e Pyongyang. Un consistente numero di attivisti anti-Usa e a favore della riconciliazione intercoreana, tra cui lo stesso Kim, si oppone alle manovre militari congiunte, viste da Pyongyang come una prova di invasione ai suoi danni, e alla presenza dei 28.500 soldati Usa in Corea del Sud, considerata una delle cause principali delle tensioni nella penisola.

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SDA-ATS