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SEUL - I rappresentanti militari delle due Coree hanno concluso senza progressi il vertice tenutosi stamani nel villaggio di confine Panmunjom, il primo incontro da quasi due anni tra esponenti delle rispettive forze armate, con Pyongyang che ha rifiutato di scusarsi con Seul per l'affondamento della corvetta Cheonan.
Secondo quanto ha riferito il ministero della difesa sudcoreano, le parti sono rimaste ferme nelle rispettive posizioni di partenza, senza riuscire a trovare punti di intesa, e non è stata fissata alcuna data per ulteriori colloqui.
All'incontro, iniziato alle 10.00 locali (le 03.00 di notte in Svizzera) e durato circa due ore, ha partecipato per ciascun paese una delegazione di tre persone guidata da un colonnello.
Seul, riferisce il ministero della difesa, ha "chiesto con forza che la Corea del Nord ammetta le proprie responsabilità nell'affondamento della corvetta Cheonan, offra le proprie scuse e punisca i responsabili dell'attacco", che ha causato la morte di 46 marinai sudcoreani. Il Sud, inoltre, ha invitato il Nord a "fermare immediatamente le minacce militari e i comportamenti aggressivi all'altezza dei confini marittimi".
Pyongyang, che attraverso il proprio capo delegazione aveva aperto il vertice auspicando una "risoluzione delle questioni dal punto di vista umanitario", ha tuttavia rispedito al mittente le richieste di Seul e le accuse relative all'affondamento della corvetta, ribadendo di non poter accettare le conclusioni dell'indagine condotta sull'incidente da un team di investigatori internazionali, secondo cui è stato un siluro nordcoreano a mandare a picco la Cheonan.

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SDA-ATS