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Coronavirus, 80% Pmi ha problemi all'estero

Più difficile operare con l'estero. KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 aprile 2020 - 15:05
(Keystone-ATS)

L'80% delle piccole e medie imprese (Pmi) esportatrici sono confrontate con la difficoltà di vendere i loro prodotti all'estero a causa dell'attuale situazione legata al coronavirus. È quanto emerge da un sondaggio condotto dall'associazione di categoria Swiss Export.

Il 62% ha problemi anche con la filiera dei rifornimenti, si legge in un comunicato odierno. La pandemia sta incidendo pesantemente sugli esportatori e anche il futuro, nonostante gli allentamenti delle restrizioni, si presenta tutt'altro che roseo: il 52% degli interrogati si aspetta nei prossimi dodici mesi sui mercati più importanti un calo dei ricavi che va dal 7 al 30%.

La situazione, riassume Swiss Export, è difficilmente gestibile senza misure di sostegno da parte del Consiglio federale. Stando all'organismo occorre assolutamente garantire le capacità di manovra delle ditte in questione: ne va anche della fiducia delle imprese nella piazza economica svizzera, tanto più che il "made in Switzerland" viene ancora considerato un vantaggio concorrenziale. L'86% considera perciò buoni o molto buoni i provvedimenti presi dal governo per salvaguardare la liquidità delle società: per l'8% questi interventi sono invece solo sufficienti, mentre per il 5% non si fa abbastanza.

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