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Coronavirus: America Latina all'Onu, vaccino bene pubblico

America Latina e Australia chiedono che il vaccino contro il Covid sia dichiarato "bene pubblico" KEYSTONE/EPA/Evan Schneider / UN PHOTO HANDOUT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 settembre 2020 - 09:08
(Keystone-ATS)

L'America Latina e l'Australia hanno chiesto all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite la solidarietà delle grandi potenze per sopravvivere alla pandemia, in particolare attraverso il libero accesso ai futuri vaccini e ai crediti internazionali senza interesse.

L'America latina ha contato circa nove milioni di malati e più di 330.000 morti in sei mesi. "Di fronte alla pandemia, come la povertà, nessuno ce la farà da solo", ha detto il presidente argentino Alberto Fernandez nel suo intervento in assemblea, chiedendo aiuto alla comunità internazionale. Brasile, Colombia, Perù, Messico e Argentina sono tra i dieci paesi al mondo con il maggior numero di casi registrati di Covid-19. Nei loro interventi, i leader hanno espresso preoccupazione per l'accesso ai vaccini. "Devono essere dichiarati beni pubblici globali", hanno sottolineato i presidenti di Argentina e Perù.

L'Australia ha aggiunto la sua voce alla richiesta di un libero accesso al vaccino. Se un vaccino non sarà universale, la storia sarà "un giudice severo", ha sottolineato il primo ministro australiano Scott Morrison, assumendo la visione opposta degli Stati Uniti, che resistono a una collaborazione globale.

"Quando si tratta del vaccino, la posizione dell'Australia è molto chiara: chi lo trova deve condividerlo", ha insistito. "Alcuni potrebbero vederlo come un vantaggio a breve termine, anche un profitto, ma devono essere ben consapevoli che l'umanità lo ricorderà per molto tempo e sarà un giudice molto severo", ha aggiunto.

Sulla stessa linea, il Cile ha esortato le potenze mondiali a smettere di "scontrarsi costantemente" per "guidare la lotta contro questa pandemia e la recessione globale", alludendo alla sfida tra Usa e Cina.

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