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Coronavirus: aumento dei casi, situazione seguita con attenzione

L'aumento dei casi di coronavirus è monitorato con attenzione dalle autorità elvetiche. Nell'immagine i partecipanti alla conferenza stampa odierna. KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2020 - 15:05
(Keystone-ATS)

L'aumento dei casi di coronavirus registrato in Svizzera e nei Paesi confinanti è monitorato con attenzione dalle autorità elvetiche, che non sono ancora in grado di dire che piega prenderà la situazione.

È quanto ha affermato oggi in conferenza stampa a Berna Patrick Mathys, direttore della sezione crisi e collaborazione internazionale presso l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). A livello mondiale, ha sottolineato, ci sono circa 11 milioni di casi confermati e in alcune zone l'epidemia è in rapida accelerazione. Negli Stati Uniti, ad esempio, la situazione è particolarmente grave. Nei Paesi vicini l'evoluzione è simile a quella Svizzera, con un leggero incremento dei contagi.

"Monitoriamo con attenzione la situazione nella Confederazione, considerando che negli ultimi giorni abbiamo sempre avuto oltre 50 casi, più recentemente oltre 100", ha detto Mathys, sottolineando che è ancora impossibile prevedere cosa accadrà.

Nuove misure

Come noto, il Consiglio federale ha varato nuove misure di protezione. La prima è una quarantena in entrata da alcuni Paesi: il consiglio delle autorità è quello di non recarsi nelle nazioni che richiedono una quarantena al momento del ritorno. La seconda è l'obbligo delle mascherine sui mezzi di trasporto pubblico, una decisione presa poiché nei mezzi pieni è impossibile rispettare le distanze di sicurezza fra le persone.

Cornelia Lüthy, vicedirettrice della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), ha ricordato che le persone possono circolare liberamente, indipendente dallo scopo del viaggio. Bisogna però verificare sempre se ci sia un obbligo di quarantena. Un esempio in questo senso è la Svezia: esiste piena libertà di movimento, ma vige pure un obbligo di quarantena.

A livello di Unione europea (Ue), ha sottolineato, è stato annunciato che la lista di Paesi verrà aggiornata ogni due settimane. A fare stato per l'eventuale obbligo di quarantena sarà la data di rientro in Svizzera: pianificare un viaggio all'estero può quindi essere un rischio.

I controllori non sono poliziotti

Toni Häne, responsabile del trasporto passeggeri delle FFS, ha dal canto suo affermato che il settore dei trasporti sostiene appieno l'obbligo di indossare le mascherine. In questo modo si aumenta la prevenzione, chi indossa una maschera protegge se stesso, gli altri passeggeri e il personale. Le regole sono semplici e questo è un motivo di sostegno ancora maggiore. Mangiare e bere sui treni sarà ancora possibile, ha spiegato, ma appena terminato bisognerà rimettere la mascherina.

I compiti del personale rimangono quelli normali e i controllori non diventeranno dei poliziotti: "Bisogna puntare sulla responsabilità individuale e sulla solidarietà", ha detto. Chi si rifiuterà di indossare una mascherina, verrà invitato a lasciare il mezzo alla fermata successiva. Concetti simili sono stati espressi da Christa Hostettler, membro di direzione di AutoPostale, che per una maggiore sicurezza consiglia ai passeggeri di procurarsi i biglietti in anticipo.

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