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Coronavirus: Belgio, la strage silenziosa nelle case di riposo

Il Belgio è il Paese europeo con più vittime in proporzione alla popolazione. KEYSTONE/AP/Francisco Seco sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 18 aprile 2020 - 18:22
(Keystone-ATS)

Quasi 5500 vittime per poco più di 11 milioni di abitanti, la metà delle quali sono anziani ospiti delle case di riposo. È il 'piccolo' Belgio lo Stato che conta il maggior numero di vittime rispetto alla popolazione.

Questo sebbene Italia e Spagna, entrambe oltre i 20 mila morti, posseggano il triste primato europeo dei decessi dovuti alla pandemia di Covid-19.

In base ai dati elaborati da Politico, in Belgio finora sono morte in media 470 persone per milione di abitanti. In Spagna il dato è di 429 decessi, in Italia di 376 e in Francia 286. Solamente nelle ultime 24 ore, il Paese che ospita la capitale d'Europa ha contato 290 nuove vittime legate alla pandemia di Covid-19.

Fra queste, 93 sono morte in ospedale mentre oltre il doppio, 192, nelle case di riposo. Secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie, il 51% delle 5453 vittime del coronavirus registrate finora sono ospiti delle residenze per anziani. Una strage silenziosa che non manca di scontrarsi con qualche apparente incongruenza delle decisioni politiche.

Se da un lato è stato autorizzato l'invio dell'esercito per sopperire alla mancanza di personale nelle strutture, dall'altro il governo ha dato il permesso agli anziani ospiti di ricevere le visite dei loro cari, a condizione che si tratti sempre della stessa persona e che questa non presenti sintomi influenzali da almeno 14 giorni. Una scelta, annunciata mercoledì insieme al prolungamento delle restrizioni fino al 3 maggio, che ha alzato un polverone di polemiche nel Paese.

Per avere un quadro più chiaro della situazione è stata lanciata una vasta campagna di test nelle case di riposo rivolta sia al personale che agli ospiti. Le autorità spiegano che l'alto numero di decessi fra gli anziani è dovuto principalmente ai criteri con cui questi sono registrati. Sono infatti conteggiate anche le morti 'sospette', dove il contagio non è stato confermato dai test di laboratorio.

Fino a mercoledì meno del 3% delle vittime negli ospizi ha avuto una diagnosi confermata. Grazie alla nuova campagna di test, la percentuale è salita al 30% per le morti registrate negli ultimi giorni. I dubbi sui numeri, però, restano. Per questo è stato avviato uno studio comparativo sul numero dei decessi negli ultimi anni, che nelle prossime settimane potrebbe - sperano nel Paese - portare a rivedere al ribasso il conteggio delle vittime.

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