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Coronavirus: Berset a Parigi invita a superare le frontiere

Alain Berset (quarto da sinistra) era ospite d'onore assieme ai ministri della salute austriaco Rudolf Anschober (terzo), tedesco Jens Spahn (decimo) e lussemburghese Paulette Lenert (undicesima). Keystone/EPA AFP POOL/LUDOVIC MARIN / POOL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 14 luglio 2020 - 18:57
(Keystone-ATS)

Il consigliere federale Alain Berset, invitato dal presidente francese Emmanuel Macron alla cerimonia ufficiale della Festa nazionale a Parigi, ha lanciato oggi un appello ad andare oltre le frontiere per rafforzare la lotta contro il coronavirus.

Macron ha ringraziato la Svizzera per aver accolto in primavera 52 malati di Covid-19 francesi, distribuiti in ospedali di 15 diversi cantoni. Allora il virus era fortemente diffuso nella vicina Alsazia.

"Questo invito è una forma di riconoscimento e ringraziamento da parte della Francia", ha dichiarato Berset nel corso di una conferenza stampa all'ambasciata svizzera, aggiungendo che "sono i cantoni ad aver compiuto lo sforzo".

Durante la cerimonia egli ha avuto l'occasione di parlare con Macron a due riprese. "Ogni volta ha ringraziato espressamente la Svizzera per l'impegno e la solidarietà dimostrati nei confronti della Francia in questo periodo difficile".

Il ministro della salute elvetico era ospite d'onore assieme ai suoi omologhi tedesco Jens Spahn, austriaco Rudolf Anschober e lussemburghese Paulette Lenert; anche questi paesi avevano preso a carico pazienti francesi. Presente alla cerimonia anche il segretario generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus.

"Abbiamo imparato molto insieme", ha assicurato Berset. "La solidarietà si è tradotta in fatti. Non si è trattato solo di parole." "Ritengo che ciò possa andare in un senso, ma pure in un altro in caso di necessità", ha aggiunto, mostrandosi fiducioso che anche la Francia avrebbe aiutato la Svizzera se quest'ultima ne avesse avuto bisogno.

Berset è stato il primo consigliere federale ad assistere alla parata militare del 14 luglio a Parigi. A causa dell'epidemia quest'anno essa non si è svolta come di consueto sugli Champs-Elysées ma sulla Place de la Concorde. Ha sfilato pure un distaccamento di quattro soldati elvetici con la bandiera svizzera.

In seguito il consigliere federale ha partecipato a un pranzo di lavoro al ministero della salute organizzato dal titolare Olivier Véran. Vi hanno preso parte anche gli omologhi tedesco, austriaco e lussemburghese.

"Il virus non si è fermato alle frontiere. E nemmeno noi", ha affermato in tale occasione Berset. "Siamo stati in grado di superarle." "Questa crisi ci ha avvicinati", ha sostenuto in una dichiarazione aggiungendo che l'odierno incontro a Parigi "ha consolidato la collaborazione degli ultimi mesi". Il ministro ha quindi invitato a migliorare "incessantemente questo processo". A suo avviso l'epidemia di coronavirus ha dimostrato che "non c'era alternativa al multilateralismo e alla cooperazione internazionale".

Di fronte ai media il consigliere federale si è detto convinto che una seconda ondata "avrebbe un altro aspetto rispetto alla prima". "Credo che se gestiamo bene la situazione non dovremo rivivere la stessa situazione di marzo, quando non sapevamo ancora cosa ci aspettava".

Prima della cerimonia Berset ha colto l'occasione per dialogare con alcuni membri del nuovo governo francese, tra cui il ministro delle finanze Bruno Le Maire e quella della cultura Roselyne Bachelot. Il consigliere federale ha parlato anche con la sindaca di Parigi Anne Hidalgo, rieletta a fine giugno.

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