Navigation

Coronavirus: Berset loda Zurigo e risponde alle critiche

Alain Berset a Zurigo. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 aprile 2020 - 18:22
(Keystone-ATS)

Il consigliere federale Alain Berset si è recato oggi a Zurigo, un Cantone che ha lodato per il ruolo importante nel tracciamento digitale del coronavirus.

"Zurigo ha avuto un ruolo centrale nella strategia che mira a contenere la progressione del virus", ha detto il ministro dell'Interno in conferenza stampa. Il tracciamento digitale non sostituirà le misure di protezione, ma si tratta della migliore strada per controllare l'evoluzione dell'epidemia, ha sottolineato.

La responsabile della sanità zurighese, Natalie Rickli (UDC), ha dal canto suo criticato il fatto che il Consiglio federale resti al momento sordo davanti alle richieste di aiuto legate alle finanze degli ospedali. Ha deplorato anche che le casse malattia non rimborsino i test di persone con sintomi importanti. Berset ha ammesso che il tema "necessita ancora di discussioni".

Fra le altre cose, il consigliere federale ha difeso la scelta di far riaprire i ristoranti. "È più facile rispettare le distanze stando seduti", ha detto. Il responsabile per il coronavirus dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Daniel Koch, anch'egli presente a Zurigo, ha rincarato la dose, ricordando che la malattia non si trasmette tramite climatizzazione o aria che circola, ma solo attraverso le "goccioline" espulse da persone infette.

Ad ogni modo, ogni tipo di riapertura funzionerà solo "se prenderemo tutte le misure di distanziamento e igiene molto sul serio", ha evidenziato Berset. Gli effetti del deconfinamento verranno analizzati in maggio, ha ricordato. Riguardo alle tempistiche, ha affermato che "non decidiamo i ritmi, è la natura che decide e noi non siamo più forti della natura. Dobbiamo reimparare a vivere in tempi incerti".

Il consigliere federale ha infine visitato una casa di riposo, dove si è intrattenuto con una 92enne installandosi in una cabina che separava gli interlocutori con un vetro. Per rendere più facile la comunicazione, i due parlavano in un telefono. Tipi di struttura simili sono sempre più diffusi a Zurigo.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.