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Coronavirus: capo esercito soddisfatto delle proprie truppe

Il funzionamento dell'esercito durante la crisi è piaciuto al suo numero uno. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 aprile 2020 - 09:03
(Keystone-ATS)

"La mobilitazione ha funzionato molto bene". Con queste parole soddisfatte, il capo dell'esercito Thomas Süssli ha commentato oggi sulla "Neue Zürcher Zeitung" l'impiego delle truppe nel quadro dell'emergenza legata al coronavirus.

"Il nostro esercito di milizia ha dimostrato che può mobilitarsi in breve tempo, proteggere e sostenere la popolazione", ha aggiunto Süssli al quotidiano svizzerotedesco. Anche l'uso di SMS per richiamare i militi ha superato il test: "Oltre l'80% ha risposto entro un'ora".

Süssli si è recato sul campo in diversi luoghi, dove ha potuto constatare con i propri occhi il lavoro effettuato e il rispetto delle misure di protezione. "Quello che ho visto mi ha impressionato: superiori che si prendono cura dei loro uomini e che prendono sul serio le preoccupazioni della gente", ha rivelato alla NZZ il numero uno delle forze armate svizzere.

Qualcosa può tuttavia essere ancora migliorato. Süssli cita a questo proposito l'accorciamento e l'ottimizzazione dei processi decisionali in vari ambiti, precisando di riferirsi non solo all'amministrazione militare e all'esercito, ma anche agli scambi con i partner civili.

A preoccupare Süssli è pure l'equilibrio fra i compiti che devono essere svolti e le risorse a disposizione. "Nei corsi di ripetizione abbiamo sempre meno persone e non è sicuro che potremo garantire gli effettivi a lungo termine", ha confessato.

Secondo Süssli, le infrastrutture critiche sono un altro tema che merita attenzione, pur essendo sufficientemente protette. Riguardo ai rischi informatici, il capo dell'esercito ha messo in evidenza che questi non sostituiscono le solite minacce, bensì ne aumentano la pericolosità.

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