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Coronavirus: Cina, zero contagi interni e 39 importati

La Cina registra zero nuovi casi interni di coronavirus, ma altri 39 contagi importati (foto d'archivio) KEYSTONE/EPA/ALEX PLAVEVSKI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 marzo 2020 - 07:41
(Keystone-ATS)

La Cina registra zero nuovi casi interni di coronavirus, ma altri 39 contagi importati. Nei suoi aggiornamenti, la Commissione sanitaria nazionale (Nhc) rileva nove decessi domenica, tutti a Wuhan, focolaio dell'epidemia diventata pandemia.

A due mesi dalla quarantena di 60 milioni di persone, la provincia dell'Hubei e il suo capoluogo non hanno segnalato nuove infezioni in cinque giorni di fila. La Cina ha visto le infezioni salire a 81'093, di cui 5'120 ancora sotto trattamento; 3'270 i decessi e 72'703 i dimessi dagli ospedali, pari a un tasso di guarigione salito all'89,6%.

Le restrizioni nell'Hubei sono state via via allentate dopo la visita fatta il 10 marzo a Wuhan dal presidente Xi Jinping, la prima dallo scoppio della crisi.

Il problema primario della Cina è diventato ora quello del blocco dell'ondata di ritorno, dei casi di Covid-19 importati dall'estero, saliti a 353. Dei 39 di domenica, 10 fanno capo a Pechino, 10 a Shanghai, sei nella provincia del Fujian e in quella del Guangdong, due nello Shandong e nel Gansu, mentre uno nello Zhejiang, nell'Henan e nella municipalità speciale di Chongqing.

Diverse città hanno varato regole stringenti per arginare il fenomeno dei contagi di ritorno, tra cui quelle che vedono da oggi tutti i voli internazionali diretti a Pechino avere uno scalo in uno dei '12 punti di ingresso' designati in altre città per effettuare i controlli medici, prima dell'autorizzazione ad atterrare nella capitale e della successiva quarantena di 14 giorni.

Tra gli aeroporti indicati figurano quelli di Tianjin, Shijiazhuang, Taiyuan e Shanghai. Compagnie aeree come Emirates hanno deciso di cancellare temporaneamente i voli su Pechino.

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