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Coronavirus: città svizzero-tedesche rispettano le consegne

Malgrado le giornate primaverili, la popolazione di diverse città svizzero-tedesche ha rispettato le indicazioni delle autorità e non è uscita come fa di solito al sabato in questa stagione. KEYSTONE/ALEXANDRA WEY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 aprile 2020 - 19:11
(Keystone-ATS)

Malgrado il sole e le temperature primaverili, la popolazione di diverse città svizzero-tedesche ha rispettato le indicazioni delle autorità e non è uscita come fa di solito al sabato in questa stagione.

È per lo meno quanto risulta da un sondaggio condotto a Basilea, Berna, Lucerna e Zurigo.

La gente cerca di trovare un equilibrio tra il rispetto degli avvertimenti ufficiali e delle regole sulla distanza con gli atri e la naturale necessità di andare sul Reno o altrove per godersi la natura, ha dichiarato un portavoce della polizia di Basilea all'agenzia di stampa Keystone-ATS. Dal 21 marzo è stato inflitto un centinaio di multe, il che non è molto, ha precisato la fonte.

Anche a Berna, in città c'era nettamente molta meno gente rispetto a prima della crisi della Covid-19. Secondo la polizia, anche il bel tempo primaverile non ha indotto quasi nessuno a spostarsi in gruppi numerosi o a distanza ravvicinata. Gli agenti non hanno dato quasi nessuna multe.

Situazione analoga a Lucerna, dove, rispetto allo scorso fine settimana, molte persone sembravano essere diventate più giudiziose, presume la polizia. locale

A Zurigo, si è ancora dovuto intimare a vari gruppi di disperdersi e di mantenere le distanze. Malgrado alcune multe, non ci sono stati incidenti di rilievo, secondo una portavoce della polizia.

Nel canton San Gallo ieri pomeriggio sono state riscontrate numerose violazioni delle disposizioni ufficiali contro il coronavirus. La polizia è intervenuta in 39 casi perché c'erano riunioni troppo grandi di persone.

L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sta attualmente verificando il rispetto delle misure da parte della popolazione svizzera, ha dichiarato in conferenza stampa oggi a Berna il delegato per il coronavirus Daniel Koch.

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