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Coronavirus: da dicembre prime trasmissioni uomo-uomo

La maggior parte dei casi con esordio prima del 1. gennaio 2020 era collegata al mercato all'ingrosso dei frutti di mare di Huanan a Wuhan. (nella foto) Keystone/AP/DAKE KANG sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 gennaio 2020 - 11:08
(Keystone-ATS)

Risalgono a metà dicembre i primi casi di trasmissione da uomo a uomo del coronavirus 2019-nCoV e sono quindi precedenti perfino alla notifica dei primi casi dell'infezione.

Lo indica l'analisi che ricostruisce le prime fasi dell'epidemia, nelle quali i contagi sono raddoppiati ogni 7,4 giorni. Pubblicata sul "New England Journal of Medicine", l'analisi si deve al Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc).

Gli esperti hanno analizzato i dati sui primi 425 casi confermati a Wuhan per determinare le caratteristiche della diffusione della polmonite da coronavirus (Ncip) nella popolazione. "Abbiamo raccolto - scrivono gli autori dell'analisi - informazioni su caratteristiche demografiche, cronologia dei contagi e tempi di malattia dei casi di Ncip confermati in laboratorio che erano stati segnalati entro il 22 gennaio 2020".

È emerso che tra i primi 425 pazienti con polmonite da coronavirus confermata, l'età media era di 59 anni e il 56% era di sesso maschile. La maggior parte dei casi (55%) con esordio prima del 1. gennaio 2020 era collegata al mercato all'ingrosso dei frutti di mare di Huanan a Wuhan, rispetto all'8,6% dei casi successivi. Il periodo medio di incubazione è stato di 5,2 giorni. L'analisi indica inoltre che nelle sue fasi iniziali, i contagi sono raddoppiati ogni 7,4 giorni.

Sulla base di queste informazioni, scrivono gli esperti, "ci sono prove che la trasmissione da uomo a uomo sia avvenuta dalla metà di dicembre 2019". Gli epidemiologi cinesi avvertono che se "dinamiche simili si verificano anche altrove saranno necessari sforzi considerevoli per ridurre la trasmissione, in modo da controllare i focolai", e sottolineano che le "misure per prevenire o ridurre la trasmissione dovrebbero essere attuate nelle popolazioni a rischio".

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