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Coronavirus: fronda Tory su caso Cummings, Javid alza la voce

Dominic Cummings resta nella bufera. KEYSTONE/EPA/NEIL HALL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 maggio 2020 - 14:00
(Keystone-ATS)

Continua a montare, nonostante i tentativi di Downing Street d'insabbiare la polemica, la fronda in casa Tory contro Dominic Cummings, l'eminenza grigia dello staff di Boris Johnson investito dall'accusa di aver violato il lockdown due mesi fa.

Allora, nel pieno dell'emergenza coronavirus nel Regno Unito, Cummings aveva portato il figlio di 4 anni e la moglie colpita dai sintomi del Covid-19 in una proprietà di famiglia a Durham, a 500 chilometri da Londra. La difesa d'ufficio del premier e i suoi appelli a voltare pagina non spengono per ora la polemica, lo sdegno diffuso nel Paese (testimoniato anche dai sondaggi) e le proteste in seno allo stesso partito di Johnson.

Secondo i media, sono ormai quasi 50 (su 365) i deputati conservatori usciti allo scoperto per chiedere le dimissioni dell'influente e controverso Cummings - già guru del referendum sulla Brexit - o quanto meno per criticarlo. Fra gli ultimi, due nomi di primo piano come la ministra in carica Penny Mordaunt e l'ex cancelliere dello scacchiere Sajid Javid, che - pur non invocandone apertamente il siluramento - alzano la voce.

Javid, costretto nei mesi scorsi a dimettersi da cancelliere in favore del più docile e rampante Rishi Sunak per il rifiuto di fare 'piazza pulita' al Tesoro e circondarsi di consiglieri graditi a Cummings, ha fatto sapere oggi di ritenere "non necessario né giustificato" il viaggio di Dominic e famiglia a Durham a dispetto delle scuse addotte. E ha chiesto quanto meno le sue scuse pubbliche ai britannici.

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