Navigation

Coronavirus: Giappone, persi oltre 10 mila posti di lavoro

Tokyo KEYSTONE/AP/JAE C. HONG sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 maggio 2020 - 09:29
(Keystone-ATS)

Circa 10 mila posti di lavoro sono stati persi dall'inizio della pandemia del coronavirus in Giappone, una cifra che potrebbe salire fino a 3 milioni entro la fine dell'anno fiscale, il prossimo marzo.

Lo dicono i dati del ministero del Lavoro nipponico, spiegando che gran parte dei licenziamenti hanno riguardato le piccole e medie imprese a partire dallo scorso aprile, quando è stato decretato lo stato di emergenza nel Paese.

Tra le misure introdotte dal governo di Tokyo ci sono i sussidi alle aziende per coprire parte degli stipendi ai dipendenti attualmente inattivi, che hanno colpito prevalentemente i settori della ristorazione, del turismo e delle società di trasporto.

"Il governo manterrà un occhio vigile sulla situazione occupazionale" ha detto il ministro del Lavoro Katsunobu Sato durante un'audizione parlamentare.

In base ai calcoli dell'Istituto di ricerca economico e sociale con sede a Nagoya, l'impatto economico derivante dal Covid-19 potrebbe causare l'azzeramento di poco più di 3 milioni di impieghi a livello nazionale nei prossimi 10 mesi, di tre volte superiore alla crisi finanziaria del 2008. Nel mese di marzo il tasso di disoccupazione in Giappone è salito ai massimo in un anno, al 2,5%.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.