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Coronavirus: in Croazia ripresa contagi, timori per elezioni

Borna Coric è fra i nuovi casi di coronavirus registrati in Croazia. KEYSTONE/EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 giugno 2020 - 15:10
(Keystone-ATS)

Dopo quasi un mese in cui la situazione epidemiologica in Croazia si è mantenuta calma e stabile, con in media uno o due casi di coronavirus al giorno, da una settimana il Covid-19 ha ripreso a circolare e ora si registrano tra i dieci e i venti nuovi casi quotidiani.

Nelle ultime ventiquattro ore i nuovi casi confermati sono diciannove, che portano il totale dei contagiati in Croazia dall'inizio dell'epidemia a 2336. In tale bilancio sono inclusi anche il tennista croato Borna Coric, un allenatore del serbo Novak Djokovic e uno del bulgaro Grigor Dimitrov, che hanno contratto l'infezione al torneo benefico Adria Tour, tenutosi nel fine settimana a Zara.

Oltre a questo focolaio a Zara, collegato ai molti contatti che i tennisti hanno avuto, altri si sono sviluppati anche a Zagabria e in altre città del Paese. Destano preoccupazione anche i nuovi casi in province più rurali nelle quali non si erano registrati contagi da quasi due mesi. Il totale dei deceduti è fermo da diversi giorni a 107 persone.

La ripresa della diffusione del virus ha aperto la questione sull'opportunità di tenere le elezioni politiche il 5 luglio prossimo, ma gli esperti notano che nelle leggi croate non esiste la possibilità di rimandare la consultazione, se non con la proclamazione dello stato d'emergenza, che non è stato imposto neanche durante il picco dell'epidemia.

Comunque, un piccolo partito politico di centro, che partecipa alla coalizione governativa uscente guidata dal premier Andrej Plenkovic, ha da oggi sospeso tutte le attività preelettorali che prevedono contatti diretti, invitando anche gli altri a fare lo stesso.

Il presidente del Parlamento, Gordan Jandrokovic, numero due dei conservatori di Plenkovic, ha affermato che "nonostante la riapparsa del virus, la vita deve andare avanti ed è inevitabile esporsi anche a qualche rischio per salvaguardare l'economia". "Una lunga chiusura totale non è più sostenibile", ha aggiunto, affermando che non ci sono ragioni per rimandare le elezioni.

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