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Coronavirus, in fila per entrare in negozi Migros e Coop

Aspettare per entrare. KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 marzo 2020 - 14:32
(Keystone-ATS)

File davanti ai supermercati: presso i grandi distributori Migros e Coop è consentito l'ingresso solo a un certo numero di persone alla volta. I clienti devono quindi essere preparati a tempi di attesa.

E nonostante i turni extra e le forniture straordinarie, i dipendenti non sempre riescono a stare al passo con il riempimento degli scaffali vuoti. Intanto le pasticcerie in città soffrono.

Presso Migros si continua a constatate un forte aumento della domanda. "In cima alla lista della spesa figurano prodotti per l'igiene personale, contorni, cibi in scatola, farina e zucchero", ha indicato all'agenzia Awp un portavoce.

La situazione non è diversa nei punti vendita Coop: da circa tre settimane la richiesta di alcune articoli come alimenti e prodotti surgelati più duraturi, prodotti per la pulizia delle mani e carta igienica è sensibilmente cresciuta. Non si è ancora ancora tornati alla normalità.

Migros sottolinea che anche nella situazione eccezionale dovuta al coronavirus non è necessario costituire riserve di gran lunga superiori alle scorte di emergenza raccomandate. Le forniture per le prossime settimane sono infatti garantite.

Allo stesso tempo, i clienti devono essere preparati a tempi di attesa più lunghi quando fanno la spesa a causa delle restrizioni: è ammessa solo una persona ogni dieci metri quadrati. Presso Coop, a seconda delle dimensioni del negozio, possono essere presenti al massimo da 100 a 600 clienti: ciò viene assicurato con dei biglietti numerati. Le filiali più grandi di Migros hanno adottato un procedimento analogo.

Alla clientela non è consentito l'accesso ai reparti non alimentari (abiti, cosmetici, decorazioni e cartoleria) o ai ristoranti delle catene di supermercati. Invece panetterie e pasticcerie sono considerate negozi di alimentari e possono rimanere aperte. Tuttavia, le pasticcerie devono tenere chiusa la sezione caffè.

A differenza dei supermercati, le panetterie e le pasticcerie - soprattutto in città - soffrono di una minore domanda. Secondo la SBC, l'Associazione svizzera dei panettieri-confettieri, si sono già registrate massicce perdite di fatturato. "Senza misure di sostegno immediate da parte delle autorità federali e cantonali il settore subirà danni duraturi e irreversibili", ha affermato il direttore di SBC Urs Wellauer.

Alcune panetterie hanno recentemente iniziato ad offrire un servizio di consegna supplementare per il pane e altri prodotti da forno. Molti ristoranti - che devono rimanere chiusi, mentre take-away e delivery sono consentiti - sono passati anche al servizio di consegna. Anche i fornitori locali sviluppano nuove idee. Ad esempio il birrificio Oerlikon della città di Zurigo consegna i suoi prodotti a domicilio con una bicicletta cargo.

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