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Coronavirus: Italia, Conte, chiusure attività non essenziali

Il premier italiano Giuseppe Conte (foto d'archivio) KEYSTONE/EPA/ANGELO CARCONI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 marzo 2020 - 08:29
(Keystone-ATS)

"Abbiamo deciso di chiudere in tutta Italia ogni attività produttiva che non sia cruciale, indispensabile, a garantirci beni e servizi essenziali". Lo ha detto il premier italiano Giuseppe Conte in diretta Facebook.

La decisione del premier di fare un ulteriore passo sulla serrata del Paese arriva solo in tarda serata.

È un passo economicamente "doloroso", perché va a coinvolgere innanzitutto le fabbriche italiane, ad eccezione di quelle strategiche. Ma è un passo a cui il premier - dopo aver visto prima i sindacati e le imprese, poi i capi delegazioni - dà il suo placet, con l'obiettivo primario di rendere il più omogenei possibili gli interventi restrittivi in tutta la penisola. Quelle messe in atto sono "misure severe, ne sono consapevole, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi", ha detto in una diretta facebook.

C'è un tema, soprattutto, ad aver frenato Conte e i membri "economici" del governo: la tenuta dei conti pubblici. Ma alla fine il dado è tratto: la chiusura totale, sul modello lombardo, non ci sarà. Ma la serrata di tutte le aziende che non siano parte delle filiere legate ai beni di prima necessità c'è.

Troppo forte il pressing dei sindacati e di una parte del governo, a partire dal ministro della Salute Roberto Speranza. E, nelle ultime ore, si era fatto sentire anche il Movimento 5 Stelle (M5S), a dir poco scontento dall'ordinanza emanata venerdì sulla stretta dello sport all'aperto. "In alcune zone del Nord è ormai da giorni che l'emergenza ha toccato picchi insostenibili, il tempo di reazione non può essere così lungo", ragionavano nel pomeriggio fonti vicine ai vertici del M5S, pronti a tornare all'attacco sulla necessità di misure più drastiche nel caso Conte non fosse intervenuto.

Intervento che alla fine c'è solo a fine giornata, nel segno di quella prudenza che il premier ha sempre voluto mostrare nell'assumere decisioni di questo tipo. Tanto che, nel pomeriggio, fonti di Palazzo Chigi si limitavano a sottolineare: "proveremo a fare tutto il possibile".

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