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Coronavirus: Johnson ammette, in Gb è stato un disastro

Il premie britannico Boris Johnson durante la visita odierna in una scuola a Londra KEYSTONE/AP/Toby Melville sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 giugno 2020 - 11:28
(Keystone-ATS)

La pandemia di coronavirus è stata "un disastro" per il Regno Unito, dove si è registrato il bilancio di morti più pesante d'Europa in cifra assoluta. Lo ha ammesso oggi lo stesso premier Tory, Boris Johnson, durante un filo diretto a Times Radio.

"E' stato un disastro, non facciamo giri di parole, un incubo assoluto per il nostro Paese", ha riconosciuto, assicurando tuttavia che il governo "sta traendo le lezioni" necessarie e ribadendo che per ora è prematuro pensare a un'inchiesta pubblica alla ricerca di errori e lacune.

La priorità del momento è azzerare i contagi e affrontare le conseguenze economiche. Al riguardo Johnson ha evocato "tempi turbolenti", con il Regno che saprà però riprendersi.

La sua ricetta (nell'ambito di un programma di spesa pubblica atteso domani nei dettagli e anticipato oggi dall'annuncio di un nuovo stanziamento da un miliardo di sterline per la ristrutturazione delle scuole) punta a "un approccio alla Roosevelt": fatto di investimenti di stimolo nelle infrastrutture, come negli Usa del New Deal. Al grido di: "Costruire, costruire, costruire".

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