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Coronavirus: Koch, non abbassiamo la guardia

Daniel Koch, volto simbolo della lotta al coronavirus, invita a non abbassare la guardia. KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 aprile 2020 - 15:44
(Keystone-ATS)

Il numero di nuovi casi di coronavirus si è stabilizzato e la tendenza sembra lievemente positiva, ma proprio ora è fondamentale non abbassare la guardia. È quanto ha detto oggi Daniel Koch, volto simbolo della lotta all'epidemia, in conferenza stampa a Berna.

Il delegato dell'Ufficio federale di sanità pubblica (UFSP) per il Covid-19 ha ricordato che nelle ultime due giornate il numero di nuovi casi è diminuito rispetto ai giorni precedenti (+590 nelle ultime 24 ore contro +975 fra venerdì e sabato). Il numero di decessi è però importante e le persone che si trovano attaccate ai respiratori sono molte, il problema non è quindi risolto, ha sottolineato.

Ancora una volta Koch invita quindi a non abbassare la guardia e a rispettare le misure decise dal Consiglio federale. Chi ha problemi di salute pregressi, inoltre, non deve avere paura di recarsi dagli specialisti, poiché esistono anche altri problemi oltre al coronavirus e non bisogna trascurare le cure a causa dell'epidemia attuale.

Riguardo alle pressioni di alcuni ambiti per allentare le misure, Koch ha evidenziato che decisioni in proposito possono essere prese solamente dal Consiglio federale e non dall'UFSP. Ad ogni modo, anche in caso di alleggerimento delle misure bisognerà continuare a monitorare attentamente la situazione, per evitare che l'epidemia riparta improvvisamente.

Test week-end superato

Il bel tempo di questo week-end è stato una sorta di prova generale in vista della Pasqua che si sta avvicinando e la prova è stata superata, ha dal canto suo detto Stefan Blättler, presidente della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS). La grande maggioranza delle persone ha capito l'importanza delle misure e le ha rispettate. Le autorità di polizia ringraziano la popolazione per la disciplina dimostrata.

Nonostante questo, ha continuato Blättler, le forze dell'ordine hanno avuto molto lavoro, anche perché il dispiegamento per i controlli è stato importante. In vista delle festività alle porte, sarà importante pattugliare soprattutto i luoghi più turistici, che hanno comunque attirato un notevole numero di persone nell'ultimo fine settimana.

La struttura federalista concede una certa flessibilità ed è possibile chiudere determinate strade, ha detto ancora. La situazione è costantemente monitorata e decisioni vengono prese in maniera mirata e dinamica. Flessibilità è anche richiesta nel valutare i singoli casi che gli agenti si trovano di fronte, come ad esempio le grigliate all'aperto.

L'obiettivo non è quello di sanzionare, ha ricordato Blättler, ma quello di fermare la propagazione del virus e di non vanificare quanto fatto e raggiunto fino ad ora. Viene quindi lanciato un ennesimo appello: evitate ogni tipo di gita, anche se effettuata in auto o moto, e tenete le escursioni per tempi migliori.

Esercito deve dare esempio

L'Esercito è intanto impegnato in tutta la Svizzera, protegge e aiuta dove necessario, ha spiegato il Brigadiere Raynald Droz. Circa 3800 militari sono attivi in vari ambiti delle prestazioni sanitarie. "Si tratta di una perfetta complementarietà fra le autorità civili e quelle militari", ha affermato, e tutto funziona grazie alla collaborazione creata e organizzata molto tempo prima della crisi.

Le scuole reclute sono istruite per affrontare la situazione e i giovani possono in principio essere utilizzati per sostenere in vari ambiti, ad esempio nella pulizia di ospizi o altri luoghi di cura. Sostegno può essere fornito anche nella preparazione dei pasti. Le scuole reclute verranno ad ogni modo portate a termine, ha detto Droz.

Non bisogna quindi abbassare la guardia, ha ribadito, e proprio per questo l'esercito, oltre ad aiutare, deve dare il buon esempio alla popolazione. Anche i militi in questo momento non possono infatti tornare a casa dai propri cari.

Operazioni rimpatrio rallentano

Dal punto di vista internazionale Hans-Peter Lenz, del Centro di crisi del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha spiegato che le operazioni di rimpatrio hanno superato il picco e che la maggioranza delle persone bloccare è tornata a casa. Dopo tre settimane la frequenza dei voli viene quindi gradualmente diminuita.

In totale 21 voli sono stati effettuati direttamente dal DFAE, mentre molte altre persone sono riuscite a spostarsi con propri mezzi o con l'aiuto indiretto delle autorità. Alcuni voli dovranno comunque ancora essere organizzati, ad esempio in luoghi come Mumbai (India), Auckland (Nuova Zelanda) o Kinshasa (Repubblica democratica del Congo). In questo contesto la collaborazione con le autorità del posto è essenziale.

Diverse migliaia di cittadini risultano ancora registrati al di fuori del territorio della Confederazione, ma probabilmente - ha detto Lenz - si tratta di persone che non hanno intenzione di tornare in Svizzera.

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