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Coronavirus: l'esperto, agli anziani fa bene uscire all'aria aperta

Secondo l'esperto una passeggiata fa bene. KEYSTONE/ALEXANDRA WEY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 marzo 2020 - 18:38
(Keystone-ATS)

Malgrado l'epidemia di coronavirus gli anziani dovrebbero approfittare ogni giorno dell'aria aperta: lo sostiene Beat Villiger, decano della medicina sportiva elvetica e specialista di pneumologia.

"Un'attività sportiva adatta all'età è importante per il sistema cardio-circolatorio e per il metabolismo", afferma Villiger in un'intervista pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung. "Anche per la psiche è essenziale, come pure per una migliore difesa da malattie virali come infezioni influenzali e, probabilmente, anche Covid-19".

"È una legge della biologia che il sistema immunitario si indebolisca con l'età", prosegue l'ex direttore della clinica per i paraplegici di Nottwil (LU). "Sappiamo però che i seniores sportivi hanno più successo contro i normali virus dell'influenza: non sappiano ancora se questo valga pure per il Sars-CoV-2, ma in analogia con altri coronavirus si può presumerlo".

Secondo il 76enne gli anziani devono praticare sport con attenzione in inverno, per via del freddo, e in estate, a causa dello smog, entrambi fattori che creano maggiori difficoltà alle vie respiratorie. "Ma proprio in primavera le condizioni sono ideali". Decisivi sono la giusta intensità e durata: ideale è per esempio camminare in modo spedito per 30-45 minuti al giorno, con qualche esercizio supplementare.

"Agli anziani viene raccomandato di rimanere a casa e di praticare sport nella propria palestra di fitness' personale", osserva lo specialista. "Ma quello che già per i giovani è difficile, nonostante tutta la fantasia, è praticamente impossibile per i vecchi. Quindi è meglio andare fuori e fare sport non lontano dalla propria abitazione. Con una grande eccezione però: se dovessimo vivere situazioni come in Italia o Spagna sarebbe meglio che anche i seniores elvetici praticassero sport a casa".

Villiger, che ha accompagnato in diverse olimpiadi gli atleti svizzeri quale responsabile medico, conclude dicendo che lo sport è riservato alle persone sane. Quindi chi è ammalato e guarisce deve aspettare un paio di giorni prima di tornare attivo.

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