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Coronavirus: maturità, diversi Cantoni per soppressione scritti

A giorni si conoscerà il destino degli esami di maturità. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 aprile 2020 - 16:43
(Keystone-ATS)

Diversi Cantoni sono favorevoli a cancellare gli esami scritti di maturità a causa della crisi del coronavirus. Tuttavia, l'ultima parola spetta al Consiglio federale, la cui decisione in merito è attesa per il 29 aprile.

La Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDIP) chiede che la situazione possa essere valutata localmente. In sostanza, vorrebbe che ai Cantoni venga data l'autorizzazione a mantenere o meno gli esami a seconda della realtà con la quale sono confrontati.

In molti si sono già espressi. In Svizzera tedesca, Zurigo spinge per annullare sia scritti che orali. Linea simile per Soletta, Basilea Città e Campagna che hanno sospeso l'organizzazione delle prove.

Nella Svizzera centrale e orientale, regioni meno toccate dalla pandemia, le autorità preferirebbero rinunciare agli orali ma salvare gli scritti. Turgovia vorrebbe svolgerli entrambi, mentre a San Gallo una petizione con 1400 firme ne chiede lo stop per preservare la salute di allievi e insegnanti.

In Romandia, solo Friburgo indossa i panni del bastian contrario e punta al mantenimento degli esami. Secondo quanto dichiarato oggi alla stampa dal consigliere di Stato Jean-Pierre Siggen, si tratta di una questione di principio per salvaguardare il valore del diploma. La valutazione terrebbe conto dell'inedita situazione attuale, ha assicurato.

Nel resto della Svizzera francofona, il punto di vista appare però differente. Il canton Vaud, che oggi ha provveduto a cancellare gli esami della scuola dell'obbligo, ritiene che non ci siano le condizioni per garantire a ogni ragazzo le stesse possibilità. La maturità ricompensa un intero percorso scolastico e solo in rarissimi casi la prova finale fa da spartiacque per l'assegnamento di un titolo di studio, fanno notare da Losanna.

Neuchâtel preme per la flessibilità invocata dalla CDIP, ma, tenendo conto del calendario e della situazione sanitaria cantonale, preferirebbe accantonare gli scritti. Una posizione simile a quella vallesana.

Tre dunque le alternative sul tavolo del Consiglio federale. L'esecutivo può optare per conservare gli esami, annullarli oppure lasciare libera scelta ai Cantoni. Da ricordare come, nel suo piano di deconfinamento progressivo, Berna abbia fissato all'8 giugno la data per la riapertura delle scuole post-obbligatorie.

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