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Coronavirus: Merck, pericoloso parlare di vaccino entro anno

Il Ceo di Merck Kenneth Frazier (al centro) teme che sentendo parlare di un vaccino a breve termine il pubblico potrebbe ignorare le misure di distanziamento. Keystone/EPA/MICHAEL REYNOLDS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 15 luglio 2020 - 18:14
(Keystone-ATS)

Affermare che si avrà un vaccino per il Covid-19 entro fine anno "è un grave disservizio per il pubblico", che addirittura "potrebbe danneggiare la lotta alla pandemia". Lo sostiene Kenneth Frazier, Ceo della società farmaceutica Merck.

Sentendo parlare di un vaccino a breve termine, afferma Frazier in un'intervista alla Harvard Business Review, il pubblico potrebbe ignorare le misure di distanziamento. "Quello che mi preoccupa - ha aggiunto - è che le persone sono così desiderose di tornare alla normalità che ci stanno spingendo ad andare sempre più velocemente. Ma alla fine se si userà un vaccino su miliardi di persone è meglio sapere bene che cosa fa".

Gli ostacoli, precisa il Ceo di Merck, che ha un candidato vaccino in sviluppo che è ancora in fase preclinica, sono sia di tipo scientifico che logistico. "Tipicamente servono diversi anni per lo sviluppo, noi abbiamo ottenuto il via libera al nostro vaccino per la parotite in quattro anni, un record, e quello per Ebola ha impiegato cinque anni e mezzo - spiega -. Negli ultimi 25 anni le compagnie farmaceutiche hanno sviluppato solo sette vaccini veramente nuovi."

"Inoltre la produzione e la distribuzione rappresentano una sfida ancora maggiore. Perché serve così tanto? Prima di tutto serve una rigorosa valutazione scientifica. E in questo caso non abbiamo ancora capito il virus e come colpisce il sistema immunitario".

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