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Coronavirus: necessari esami rapidi, il Ticino sarà d'esempio

La reazione del medico cantonale ticinese Giorgio Merlani è stata giudicata eccellente KEYSTONE/TI-PRESS/Ti-Press/PABLO GIANINAZZI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 febbraio 2020 - 10:12
(Keystone-ATS)

Per contenere la diffusione del coronavirus in Svizzera sono necessari esami rapidi e completi, secondo Andreas Widmer, direttore della sezione di igiene ospedaliera dell'ospedale universitario di Basilea, intervistato da "20 Minuten".

A suo avviso la reazione del medico cantonale Giorgio Merlani è stata esemplare e l'esperienza del Ticino nell'ambito dei test servirà anche agli altri cantoni.

In Italia ci sono circa 300 casi confermati di infezione e ogni giorno quasi 70'000 pendolari italiani fanno la spola con il Ticino. Non c'era bisogno di essere un premio Nobel per prevedere che il primo caso in Svizzera fosse solo una questione di tempo, ha detto Widmer.

La chiusura delle frontiere o i controlli alle dogane sono inutili, l'importante ora è realizzare esami rapidi e mettere in quarantena le persone infette, ha aggiunto. La competenza in questo campo spetta ai cantoni e i costi saranno elevati. Secondo lo specialista il medico cantonale ticinese ha reagito in modo eccellente: appena la situazione nel Nord Italia è peggiorata, ha adattato le disposizioni sulla quarantena, ha richiesto mascherine e altro materiale all'Ufficio federale della sanità pubblica e ha previsto esami in loco per ridurre i tempi di attesa.

Le analisi di cui disponiamo al momento non hanno potuto essere testate scientificamente in modo approfondito, come nel caso di altri virus. C'è la possibilità quindi di falsi positivi e altri problemi. "Viste le difficoltà, sono curioso di vedere come si svolgeranno in pratica i test in Ticino. È un compito erculeo, sia dal punto di vista medico che logistico", ha aggiunto Widmer.

Gli ospedali sono già sotto pressione a causa dell'influenza e saranno confrontati anche con casi di coronavirus. I sintomi del nuovo virus non sono diversi dalla normale influenza e questo rende ancora più difficile la sua identificazione. Per Widmer, la Svizzera deve essere pronta ad adottare misure incisive, come l'annullamento di eventi di grande portata.

Quanto agli spostamenti in Ticino, l'esperto ritiene che in alcuni casi non vi siamo problemi ma, aggiunge, "non andrei mai a vedere dei film in una sala cinematografica piena". Il medico basilese ha inoltre precisato che il coronavirus non compisce praticamente mai persone sotto i 30 anni e che l'80% delle persone infettate in tutto il mondo ha più di 50 anni.

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