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Coronavirus: rimpatrio di turisti svizzeri, 1500 fatture non pagate

Passeggeri mentre sbarcano a Ginevra provenienti dall'Algeria. Il volo è stato organizzato dalla Confederazione (immagine d'archivio). KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 agosto 2020 - 15:35
(Keystone-ATS)

Circa 1500 turisti svizzeri non hanno pagato le fatture inviate dalla Confederazione per il loro rimpatrio all'inizio della pandemia di Covid-19. La somma complessiva dovuta allo Stato ammonta a 1,7 milioni di franchi.

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva deciso di chiedere una somma forfettaria per il rimpatrio, ha indicato oggi un portavoce a Keystone-ATS, confermando informazioni pubblicate dalla SonntagsZeitung.

In totale, 7100 persone hanno ricevuto una fattura. Il portavoce del DFAE ha dichiarato che, alla scadenza del termine di pagamento di 30 giorni, 1500 fatture non erano state saldate. In caso di mancato pagamento dei solleciti, il DFAE non esclude di avviare procedure esecutive.

I turisti bloccati all'estero non hanno dovuto pagare il volo in anticipo, ha ricordato il portavoce. Con un formulario, si erano però impegnati nei confronti del DFAE a sostenerne i costi, che all'epoca non erano ancora stati quantificati.

Il DFAE ha richiesto una somma forfettaria a seconda della lunghezza della tratta. Questa soluzione è stata adottata anche da altri Stati, ha precisato il portavoce.

Per i voli a corto raggio, inferiori a 1500 chilometri, è stata domandata la somma di 400 franchi. Per i tragitti a medio raggio, fino a 3500 chilometri, sono stati addebitati 600 franchi, mentre per i voli a lungo raggio, fino a 12'000 chilometri, sono stati chiesti 1100 franchi. Chi è stato riportato in patria da un luogo ancora più lontano ha ricevuto una fattura di 1700 franchi. Secondo questa chiave di ripartizione, i passeggeri sono stati invitati a coprire circa l'80% dei costi, con il restante 20% a carico del DFAE.

Cittadini svizzeri hanno trovato posto anche su voli di rimpatrio effettuati da altri Paesi. Il DFAE non è a conoscenza delle modalità di pagamento di questi voli, ha aggiunto il portavoce. Sa però che alcuni di questi rimpatriati hanno dovuto pagare il biglietto prima del volo.

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