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Coronavirus: Serbia, a Belgrado obbligo mascherina al chiuso

In Serbia è scattato l'obbligo della mascherina in tutti i luoghi al chiuso KEYSTONE/EPA/DRAGAN KARADAREVIC sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 giugno 2020 - 17:23
(Keystone-ATS)

In Serbia, dove prosegue una sensibile ripresa dei contagi da coronavirus, le autorità hanno deciso che a partire da domani a Belgrado sarà obbligatorio indossare la mascherina protettiva non solo sui mezzi pubblici, ma anche in tutti i luoghi al chiuso.

La misura varrà per negozi, centri commerciali, caffè, ristoranti, locali notturni, uffici, banche, poste, ecc. E vengono ribaditi gli appelli al rispetto delle altre importanti misure di prevenzione e sicurezza - la distanza fisica di almeno un metro e il lavaggio frequente delle mani.

Con l'allentamento delle restrizioni nelle scorse settimane, la popolazione - a Belgrado come nel resto del Paese - ha in larga parte praticamente rimosso ogni cura e pensiero al contenimento del contagio. L'epidemiologa Darija Kisic Tepavcevic, che fa parte dell'unità di crisi sanitaria istituita nei mesi scorsi dal governo, ha sottolineato l'importanza della mascherina osservando come tra due persone che parlano avendo entrambe la mascherina la probabilità di contagio sia inferiore all'1%, mentre in caso contrario tale probabilità cresce fino al 70%.

La premier Ana Brnabic ha incontrato oggi i responsabili di tutti i centri commerciali e grandi magazzini della capitale per sottolineare che da domani tassativamente nessuno potrà entrare nei loro punti vendita senza la mascherina. Brnabic ha osservato che gli interventi contro il contagio non saranno a livello nazionale ma saranno mirati a seconda dei luoghi e delle località dove vi siano maggiori criticità. Il ministro della sanità Zlatibor Loncar da parte sua ha detto che nelle prossime ore verrà presa una nuova decisione sul numero massimo consentito per i raduni all'aperto e al coperto.

Al momento all'aperto non vi sono limiti, mentre al chiuso il massimo è di 500 persone. Ciò nelle ultime settimane ha fatto sì che molte migliaia di persone - senza alcun minimo rispetto di misure di prevenzione - abbiano assistito a eventi sportivi negli stadi, sia di calcio che di tennis, contribuendo probabilmente alla ripresa dei contagi.

La capitale Belgrado registra i maggiori nuovi focolai di coronavirus, insieme alle città di Novi Pazar, Vranje, Tutin, Kragujevac, dove le autorità locali stanno ugualmente intervenendo con nuove restrizioni. In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 242 nuovi casi di Covid-19 con il totale salito a 14'288, mentre altre quattro vittime hanno portato 274 il numero delle vittime. E' notevolmente aumentato anche il numero dei ricoveri in terapia intensiva con respiratore, che sono ad oggi 36, tre volte in più rispetto a soli pochi giorni fa.

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