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Coronavirus: situazione nei cantieri, Unia lancia l'allarme

Coronavirus: situazione nei cantieri, Unia lancia l'allarme KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 novembre 2020 - 18:20
(Keystone-ATS)

Distanze non rispettate, utilizzo scarso della mascherina, nessuna quarantena nonostante colleghi di lavoro positivi, praticamente nessun controllo o preannunciato in anticipo.

È un vero e proprio grido d'allarme quello lanciato oggi dal sindacato Unia in merito alla situazione nel settore della costruzione.

Durante la prima ondata di coronavirus c'era una maggiore sensibilità e misure di protezione erano state adottate, indica il sindacato in una nota. Ora, nonostante un numero di casi molto più elevato, in molti cantieri il lavoro prosegue come prima del covid-19, hanno constatato i responsabili regionali di Unia del settore riunitisi sabato.

Per il sindacato, il lavoro non è organizzato in modo da rispettare le distanze sociali e la mascherina non viene utilizzata sistematicamente quando la distanza di sicurezza non può essere mantenuta. La maggior parte dei servizi igienici lascia inoltre a desiderare: a volte manca l'acqua corrente e il materiale di protezione, in particolare per i lavoratori temporanei.

Unia deplora anche l'assenza di test di depistaggio: quando un muratore risulta positivo non vengono eseguiti tamponi presso i colleghi con cui è stato a stretto contatto. Visto che le imprese edili a volte minacciano di non versare lo stipendio durante la quarantena, gli operai si recano al lavoro anche quando hanno sintomi. La situazione è invece migliore per quanto riguarda i locali per la pausa che sono sovente più numerosi e vasti.

Il sindacato critica poi la quasi assenza di controlli: tra i tredici presidenti regionali, solo uno ha potuto documentare un controllo avvenuto nel mese scorso, oltretutto annunciato in anticipo. Per Unia non deve sorprendere quindi che le misure di protezione non vengano rispettate.

Altro punto dolente: per recuperare i ritardi accumulati in primavera e in estate, i committenti chiedono il rispetto delle scadenze iniziali. Conseguenza: sui cantieri vengono effettuate giornate lavorative fino a 12 ore e manca quindi di tempo per rispettare le misure di protezione.

Il sindacato esige ora dalle aziende del settore il rispetto delle misure di protezione. Poiché il lavoro fisico è più faticoso quando si indossa una mascherina, le imprese devono consentire una pausa retribuita supplementare di 10 minuti ogni due ore.

I Cantoni e la Suva devono inoltre effettuare controlli più efficaci. Vanno infine testati gli operai entrati in contatto con colleghi malati e la quarantena va pagata fino al risultato del tampone. Se queste misure non saranno adottate, sarà praticamente impossibile frenare la diffusione del virus nei cantieri, sostiene il sindacato.

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