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Coronavirus: sondaggio, limitazioni libertà individuali preoccupano

Le libertà personali rimangono la preoccupazione numero uno. Il 55% dei sondati ritiene che le principali paure della pandemia si situino proprio in questo ambito. KEYSTONE/Ti-Press/Alessandro Crinari sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 novembre 2020 - 18:17
(Keystone-ATS)

Più della metà della popolazione svizzera, secondo i risultati di un sondaggio realizzato nel contesto dell'epidemia di Covid-19, esprime timori in merito alle limitazioni delle libertà individuali.

Inoltre la fiducia nel Consiglio federale è nettamente calata, ma i due terzi degli interrogati ritengono giustificate le restrizioni decise per far fronte alla seconda ondata; la mascherina è considerata con benevolenza.

Sono questi alcuni dati che emergono dall'ultimo monitoraggio sul coronavirus, il quinto, pubblicato questa sera, condotto dall'istituto Sotomo per conto della Società svizzera di radiotelevisione (SSR).

L'inchiesta è stata realizzata in due fasi. A quella principale, dal 23 al 28 ottobre, hanno partecipato complessivamente 34'872 persone. Per poter indagare sugli effetti delle decisioni restrittive del Consiglio federale, il periodo di indagine è stato in seguito esteso fino al 2 novembre, con altre 7553 interviste. Il margine di errore, stando ai ricercatori, è di 1,1 punti percentuali.

Paura di ammalarsi

Il 55% dei sondati ritiene che l'umore tra la gente sia pessimo. A causa della seconda ondata, oltre l'80% degli intervistati si aspetta che la normalità ritorni al più presto nell'estate dell'anno prossimo. La preoccupazione per l'isolamento sociale e la solitudine è passata da una quota del 30% in giugno al 46% di ottobre.

Con la seconda ondata è aumentata anche la paura di ammalarsi - il 45% degli intervistati ha dichiarato di temere un'infezione. Questa proporzione non corrisponde esattamente al valore dell'inizio della pandemia a marzo, ma è significativamente più alta di quella di giugno (31%).

Libertà personali minacciate

Le libertà personali rimangono la preoccupazione numero uno. Il 55% della popolazione ritiene che le principali paure della pandemia si situino proprio in questo ambito.

Il 63% dei sondati afferma di essere più cauto con l'aumento del numero di casi di contagio. Solo il 16% ricorrerebbe subito al vaccino se un tale trattamento fosse approvato in Svizzera; un altro 28% si asterrebbe in linea di massima dalla vaccinazione; la maggioranza indica che deciderà a seconda della situazione, come si legge nel rapporto sul sondaggio.

Mascherina ampiamente accettata

L'inchiesta rivela un ampio consenso su un'estensione dell'obbligo di indossare le mascherine protettive. Il 64% è più o meno chiaramente a favore della misura sul posto di lavoro. Una netta maggioranza (59%) ritiene inoltre giusto che le maschere debbano essere indossate anche all'aperto, almeno puntualmente.

Anche le misure restrittive decise dal Consiglio federale il 28 ottobre godono del sostegno della popolazione - due terzi degli intervistati sono favorevoli. Nel frattempo, l'approvazione per un lockdown di breve durata è aumentata: il 49% dei sondati si era pronunciato a favore prima del 28 ottobre, nei giorni successivi la quota è salita al 54%.

Fiducia nel governo crollata

Prima dell'inasprimento delle misure, solo il 37% degli intervistati ha dichiarato di nutrire una fiducia elevata o molto elevata nel Consiglio federale - in giugno la proporzione era del 66%. Nei giorni successivi, però, il dato è salito di nuovo al 44%.

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